Viterbo – È morto Ferdinando Imposimato.
Il suo cuore si è fermato stamattina, al Policlinico Gemelli di Roma.
Il giudice Ferdinando Imposimato aveva 81 anni. Originario di Maddaloni (Caserta), era entrato in magistratura nel 1964.
Ha istruito alcuni tra i più importanti processi italiani, dalla morte di Aldo Moro alle banda della Magliana; dall’attentato a Papa Giovanni Paolo II, fino all’omicidio di Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.
Una vita in prima fila contro le mafie, specialmente contro la camorra che, nel 1983, gli aveva ucciso il fratello Franco, sindacalista.
Tre anni dopo lasciò la toga proprio per le continue minacce della criminalità organizzata, per poi dedicarsi alla politica – è eletto al Senato nel Partito comunista italiano nell’87 – e tornare, infine, nei ranghi della magistratura da presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
Veniva spesso a Viterbo. A maggio 2016 aveva tenuto un incontro sulla Costituzione a Nepi con il sindaco Pietro Soldatelli e il presidente dell’Anpi Enrico Mezzetti.
Sempre dalla Tuscia, nell’ottobre 2016, gridò forte e chiaro il suo no al referendum nell’incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle, in cui parlò di “schiforma” e definì il governo Renzi “dittatura”. Proprio i grillini lo avevano indicato come candidato alla presidenza della Repubblica, prima dell’elezione di Mattarella.
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