Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Andrea Severi (responsabile caccia Eps) in replica a Francesco Mattioli.
– Lei non farà polemica ma certamente la faccio io e non certo per discutere sulla questione caccia si caccia no.
Lei accusa i cacciatori di “aggiustare” con i cinghiali danni fatti anni fa. Bene, le rispondo che probabilmente, anzi sicuramente, i cacciatori di anni fa non sono gli stessi di oggi, almeno per quanto riguarda le braccate al cinghiale.
Lei sostiene che i cinghiali di oggi sono ibridati da ceppo euro-asiatico, bene anzi normale, un cinghiale arriva a percorrere regolarmente decine di chilometri a notte per caso le risulta che l’Italia sia un isola? Si è dunque risposto da solo.
Lei parla di caccia come fosse un “giochino feticista” di alcuni personaggi magari onesti ma forse un po’ retrogradi. Bene, sappia piuttosto che al pari del cinghiale i danni all’ambiente e soprattutto all’agricoltura lo fanno massicciamente anche volpi, piccioni, storni, cornacchie, caprioli e anche istrici (specie protette). Lo chieda con una certa umiltà ai bravissimi e talvolta eroici imprenditori agricoli del viterbese, tra nocchie, vigne e seminativi.
Forse sarebbe stato meglio laurearsi a UniTuscia, almeno per avere frequentazioni più attendibili. Senza rancore.
Andrea Severi
Responsabile caccia Eps
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