Viterbo – Smart building, agricoltura di precisione, cosmesi ecosostenibile.
L’università della Tuscia continua a collezionare risultati di livello nel campo della ricerca. Pochi giorni fa ben sette progetti, sugli undici totali presentati, sono stati decretati vincitori di un bando regionale dell’assessorato allo Sviluppo economico, rivolto, appunto, alle tecnologie e alle invenzioni che possano rendere il sistema industriale più competitivo ed ecosostenibile.
“Le macroaree di interesse a cui si riferiscono questi sette progetti – spiega il rettore Alessandro Ruggieri – sono Aerospazio, Smart building e Life 2020. Tre ambiti che, come si evince dai nomi, riguardano le tecnologie aerospaziali (applicate nello specifico all’agricoltura), l’edilizia intelligente e le innovazioni nel campo della salute e del benessere anche legate ai sistemi agroalimentari”.
Progetti importanti che, nei loro settori specifici, potranno portare a delle vere e proprie rivoluzioni nell’ottica del rispetto dell’ambiente e dell’efficienza.
“I sette progetti vincitori – prosegue il rettore – sono stati sviluppati, a seconda delle competenze, da quattro dipartimenti della nostra università: il Dibaf (Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici agroalimentari e forestali), il Deim (Dipartimento di economia, ingegneria, società e impresa), il Dafne (Dipartimento di scienze agrarie e forestali) e il Deb (Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche) in collaborazione con alcune aziende della Tuscia. In tutto si tratta di quasi 700mila euro di finanziamenti. Un risultato importantissimo che sottolinea ancora una volta la nostra grande capacità di fare ricerca e progettazione”.
Il Dafne se n’è aggiudicati due: uno sull’agricoltura di precisione che consentirà di gestire tramite sensori l’irrigazione e la fertilizzazione dei noccioleti e monitorerà il cinipide, insetto killer dei castagni, l’altro rivolto al mondo degli apicoltori che potranno, grazie a un sistema intelligente, monitorare ciò che succede all’interno delle arnie senza aprirle.
Grande attesa c’è poi per il progetto vinto dal Deb. Il dipartimento, in collaborazione con la Idi farmaceutici, ha sviluppato una innovativa crema per la protezione solare antiossidante, non tossico e totalmente ecosostenibile. In pratica si tratterà di un abbronzante senza alcun componente chimico, già in corso di produzione da parte dell’Idi che a breve inizierà a commercializzare i primi flaconi di prodotto.
Altri tre lavori vincitori del bando regionali sono quelli del Deim. Uno riguarda la mobilità elettrica, un altro l’utilizzo di nanosatelliti per l’analisi dei dati in campo agricolo e il terzo si rivolge alle smart communities (comunità intelligenti) come un condominio o un quartiere che viene attrezzato con attrezzature all’avanguardia da condividere: ad esempio infrastrutture di ricarica per i mezzi elettrici o sistemi di monitoraggio di fughe di gas, di acqua e di fumo.
Infine c’è il Dibaf che ha portato a casa un progetto rivoluzionario nel campo della gestione intelligente dei sistemi agroambientali.
“Il nostro lavoro di ricerca è continuo e costante – ci tiene a sottolineare il rettore Ruggieri -. Ogni volta che vinciamo qualcosa non ci sentiamo arrivati. Anzi. In questo caso abbiamo avuto successo con sette progetti su undici, ma quelli che non ce l’hanno fatta non li abbandoneremo. Ce ne è uno in particolare che io ero convinto fosse il migliore, invece è stato scartato. Bene, sarà un’occasione per migliorarlo ancora e ripresentarlo al prossimo bando. La nostra universita è in grado di “gareggiare” ad altissimi livelli sui bandi regionali, europei e su quelli del Miur. Continueremo a farlo senza mai tralasciare la didattica che, invece, è sempre stimolata e arricchita da questi risultati”.
Francesca Buzzi
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