Viterbo – Il Signorino di Viterbo rompe il silenzio di una città medievale con il jazz americano.
Chi lo ha detto che a Viterbo non succede mai niente? Del resto, oltre a Caffeina, talvolta vengono proposti eventi all’altezza di fermenti metropolitani di cui non molti sono a conoscenza ma che varrebbe la pena di esplorare.
Anche in una fredda e apparentemente silenziosa cittadina come Viterbo. Da qualche mese esiste infatti un jazz club. Il Signorino jazz club. Basta informarsi, osservare e poi uscire a scoprire.
Il Signorino jazz club a Viterbo propone da qualche mese una programmazione di tutto rispetto nel mondo musicale a trecentosessanta gradi e, in particolare, nel mondo del jazz. Ospitando nomi illustri del panorama musicale sia nazionale che internazionale.
Per il 15 gennaio, alle 21,30, una proposta d’eccezione dedicherà attenzione e ospitalità ad una big band americana: Whitworth University Jazz Ensemble di Spokane (Usa).
Diretta da oltre 25 anni dal Dr. Dan Keberle. Il gruppo è uno dei migliori gruppi jazz del college negli Stati Uniti. Attualmente la big band, composta da circa 16 elementi, è in tour in Italia e farà tappa a Viterbo con la special guest Rosario Giuliani. Uno dei sassofonisti di maggior prestigio nello scenario nazionale e internazionale e docente presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma.
Il gruppo Whitworth University Jazz Ensemble è una jazz band universitaria vincitrice di numerosi Lionel Hampton Jazz Festival ed una delle cinque migliori jazz band universitarie ad essere insignite del 46esimo e 50esimo annuale Elmhurst (Chicago) Collegiate Jazz Festivals.
Menzionato anche nel Jazz Times Magazine come uno dei migliori programmi di formazione jazz negli Stati Uniti, il gruppo esegue diversi concerti all’anno nel campus, oltre a esibizioni in festival jazz, scuole pubbliche, eventi civici e tour annuali in tutto il mondo.
Negli ultimi 25 anni questa big band si è esibita in Brasile, Australia, Cuba, Germania, Hawaii, New York, New Orleans e otto volte a Roma.
Si sono esibiti con molti dei giganti del jazz tra cui Branford Marsalis, Pat Metheny, Chris Potter, Joshua Redman, Ellis Marsalis, Kenny Barron, Arturo Sandoval, Lee Konitz, Terence Blanchard, Kenny Garrett, Nicholas Payton, Robin Eubanks, Eric Reed, Jimmy Heath, Byron Stripling, Bob Mintzer, Joe Lovano, Randy Brecker, Ryan Keberle, Erica Von Kleist, Phil Woods, Steve Turre, Slide Hampton, Gene Harris, Marshal Royal, Carl Fontana, Bill Berry, Rosario Giuliani, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco ed Enrico Pieranunzi. L’ensemble si fonda sui fondamenti del jazz che pone l’accento sull’improvvisazione e sullo stile swing di band come Count Basie Band. Il Whitworth Jazz Ensemble ha recentemente pubblicato il suo decimo CD intitolato “Soulville”.
Rosario Giuliani dopo aver familiarizzato con la grande opera del sassofono americano, ha completato i suoi studi formali presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone ottenendo il punteggio massimo.
Attualmente la carriera artistica di Rosario Giuliani vanta innumerevoli ed eterogenee esperienze di altissimo livello. Oltre che esibizioni con artisti di fama internazionale come Ennio Morricone, Luis Bacalov, Armando Trovaioli, Gianni Ferrio, Nicola Piovani, Ritz Ortolani, con cui la lavorato per la registrazione di numerose colonne sonore per film.
La sua caratteristica distintiva è da sempre la tenacia. Oltre al grande talento, una profonda passione per tutti i tipi di musica e una grande abilità tecnica. Tutte doti che hanno portato Rosario alla ribalta della scena jazz europea e internazionale. I critici scrivono di lui come una vera rivelazione, in Francia “une benediction”.
I toni entusiastici e trionfali usati dalla stampa per descrivere le caratteristiche sonore di Giuliani derivano direttamente dal suono speciale che crea.
Con disinvoltura trae dai suoi strumenti uno stile fluido di fraseggio, a volte abbagliante, che lo collega naturalmente a grandi sassofonisti come Julian “Cannonball” Adderley, Art Pepper e John Coltrane. Ma anche se questo musicista è stato ispirato da grandi sassofonisti, è la sua originalità istintiva che colpisce. Impressionante è il suo “gabinetto dei trofei”, che annovera molti importanti riconoscimenti.
Nel 1996 ha vinto il premio Massimo Urbani e un anno dopo è stato nominato “miglior solista”. Inoltre il suo quartetto ha vinto il premio “Best Group” all’European Jazz Contest in Belgio. Nel 2000 ha ottenuto il primo posto, con il voto popolare, nel concorso “Top Jazz” nella categoria “Nuovo talento”.
Le sue collaborazioni nel campo del jazz sono state frequenti e prestigiose, avendo suonato insieme a personaggi come Charlie Haden, Gonzalo Rubalcaba, Phil Woods, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Franco D’andrea, Martial Solal, Jeff “Tain” Watts, Mark Turner , Kenny Wheeler, Bob Mintzer, Joe Locke, Joe La Barbera, Cedar Walton, Cameron Brown, Biréli Lagrene, Philip Catherine, Sylvain Luc, Donald Harrison, Marc Johnson, Joey Baron, Guy Barker, Jean-Michel Pilc e Richard Galliano, solo per citarne alcuni.
Dopo aver realizzato numerose registrazioni con varie case discografiche italiane e straniere, nel settembre del 2000 Rosario Giuliani ha firmato un importante contratto con la prestigiosa casa discografica francese Dreyfus Jazz, con la quale ha già registrato cinque album di grande successo: “Luggage” (aprile 2001), “Mr. Dodo” (ottobre 2002), “Più che mai” (ottobre 2004), “Anything else” (gennaio 2007) e “Lenny’s penny” (marzo 2010).
Giuliani, artista molto apprezzato e affermato nell’arena jazz internazionale, divide il suo tempo tra i suoi impegni italiani, europei e d’oltreoceano, esibendosi regolarmente nei più importanti festival del mondo.
Valeria Conticiani
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