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Cultura - Giovedì 11 gennaio, nell’appena restaurato palazzo vescovile

“Sutri nel Cinque e Seicento”

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Sutri

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Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì 11 gennaio, presso l’appena restaurato palazzo vescovile di Sutri, sarà presentato il volume “Sutri nel Cinque e Seicento”.

Avremo una nuova e bella occasione per apprezzare sia i risultati di anni di lavoro che hanno occupato una serie di studiosi, sia quelli ottenuti grazie all’impegno del Comune sutrino, nell’obiettivo di arricchire le conoscenze scientifiche  nel campo della ‘storia locale’.

La ‘storia locale’ non è banale espressione ma, come ebbe modo di esprimere ormai diversi anni fa lo storico Cinzio Violante, è “storia in un luogo, in un territorio, nel quadro di una ricostruzione e interpretazione attenta alle vicende degli uomini e alle loro strutture organizzate.

Una storia locale che non è più sfoggio di erudizione teso a dare lustro alle vicende municipali o diocesane o familiari; una storia locale che non è solo veicolo per la raccolta dei dati per la ricostruzione o la verifica dei grandi cicli economici, demografici, religiosi, politici nella storia della società. Storia locale, cioè storia di un’area geograficamente precisabile, che è storia, semplicemente.

E’ infatti con un luogo che le vicende degli uomini si fanno presenti, nel rapporto quotidiano con l’ambiente e la mentalità e le tradizioni e la cultura e la struttura economica e la vita di fede e tutto ciò che riempie le loro giornate, lasciano un segno, modificano la realtà, in quel luogo esse diventano oggetto della ricerca storica”.

In questo senso culturale ampio va inteso il contenuto del volume su Sutri nel Cinque e Seicento che sarà presentato in questa occasione, volume che giunge a compimento di una collana denominata “Sutri nei secoli”.

A partire da una fonte catastale che fotografa la realtà locale registrando dati essenziali del tessuto urbano e delle emergenze architettoniche, archeologi, architetti, storici e storici dell’arte e dell’architettura hanno utilizzato le fonti disponibili per la prima età moderna, come i protocolli notarili, le deliberazioni consiliari, le visite pastorali, i carteggi dell’amministrazione centrale e, non ultima, la produzione artistica ed edilizia, al fine di condurre analisi differenziate e rivolte alla conoscenza degli assetti urbano e territoriale, religioso, economico e artistico.

Ecco, dunque, che Sutri fra il Cinque e il Seicento appare una città consolidata: ridotta rispetto alla sua struttura medievale, quando era una civitas, essa è però in corso di trasformazione e di tale dinamica il nuovo volume offre una serie di stimolanti spunti conoscitivi. 

Comune di Sutri


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10 gennaio, 2018

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