Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Meltdown e Spectre - Computer sotto attacco - Per Gianluca Boccacci, esperto di cybersecurity, "è il vero bug del millennio" - A rischio milioni di persone in tutto il Lazio

“Un’apocalisse informatica senza precedenti”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo - corso di alfabetizzazione informatica per ipovedenti e non vedenti

Personal computer

Viterbo - L'esperto di cyber security Gianluca Boccacci

Viterbo – L’esperto di cyber security Gianluca Boccacci

Internet

Internet

Uno smartphone

Uno smartphone

Viterbo – “È il vero bug del millennio, un’apocalisse informatica senza precedenti perché andrà ridisegnata l’architettura di tutti i processori, il cervello dei computer, e a seguire quella dei sistemi operativi, da windows a linux fino alle versioni più vecchie di apple. E a rischio sono sia i computer che i cellulari”. Un disastro che non ha riscontri, così lo definisce Gianluca Boccacci, esperto viterbese di cyber security. 

Si tratta di Meltdown e Spectre, le due vulnerabilità scoperte da Jann Horn, un ricercatore interno al progetto Google Project Zero. Spectre, come l’organizzazione criminale nella saga di James Bond.

Lo studio, realizzato in collaborazione di altri centri di ricerca, ha dimostrato come un utente esterno possa accedere al processore centrale di un dispositivo e alla memoria fisica delle macchine.

Quanti sono i computer e le persone a rischio in Italia e nella regione Lazio? Basta leggere l’ultimo studio Istat “Cittadini, imprese e Ict” pubblicato lo scorso 21 dicembre e tirare le somme.

In Italia – dichiara l’Istat – “il quadro informativo integrato sull’utilizzo delle tecnologie ICT da parte di cittadini e imprese – dichiara l’Istat – mostra un impiego sempre più diffuso ed evoluto di queste tecnologie nelle attività economiche e nella vita quotidiana”.

“Nel 2017 – prosegue l’Istituto statistico – la quota di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga con una preferenza per la connessione fissa (ADSL, Fibra ottica ecc.) sale al 69,5% dal 67,4% del 2016. Continua ad aumentare la quota di imprese con almeno 10 addetti che si connettono in banda larga mobile: dal 63,8% nel 2016 al 70,9% nel 2017. In crescita, dal 16,5% nel 2016 al 23,6% nel 2017, anche la percentuale di imprese connesse in banda larga fissa”.

Milioni di italiani che potrebbero vedersi sottrarre dati e informazioni sulla loro vita privata.

Nel Lazio la quota di famiglie che usano internet si attesta invece attorno al 69%. Infine, negli ultimi 3 mesi, sempre nella regione Lazio un milione e mezzo di persone ha utilizzato internet per accedere ai servizi bancari (in Italia sono 14 milioni), un milione e 200mila ha fatto acquisti online (in Italia 12 milioni) e oltre 400mila ha eseguito operazioni finanziarie, ad esempio azioni, polizze, mutui (in Italia 3 milioni).

La violazione dei dispositivi informatici in tutto il mondo potrebbe avvenire attraverso un bug, vale a dire un errore di funzionamento del sistema o di un programma, rendendo pc e cellulari vulnerabili agli attacchi informatici tramite malware, ossia un “software malintenzionato” utilizzato per rubare informazioni sensibili.

“Il malware – spiega Gianluca Boccacci – è come il piede di porco utilizzato dai ladri. Serve per aprire porte e finestre ed entrare in casa. Una volta all’interno dell’abitazione il ladro decide poi cosa rubare”. Foto, documenti, archivi, password. Qualsiasi cosa sia contenuta sul proprio pc o cellulare. Quindi anche i dati di accesso a conti corrente, posta certificata e servizi di varia natura.

Come si viene “infettati”? “Semplice – risponde Boccacci -, basta accedere a un sito che è stato già colpito. Ad esempio se ad essere bersagliato è un sito molto visitato, tutte le persone che vi si collegano sono a rischio”.

Non solo, ma se ad essere colpito è un server, tutti i siti che “lo abitano sono a rischio”. Il server è infatti come un palazzo. Ogni sito internet è un appartamento e le persone che ci vivono sono i computer con tutto il loro portato esistenziale fatto di esperienze e informazioni personali.

Per il momento non ci sono soluzioni. Miliardi di computer, smartphone e tablet. E qualsiasi cybercriminale potrebbe accedervi. Con la conseguente possibilità di controllare, ricattare e prevedere i comportamenti di milioni di persone e centinaia di migliaia di aziende.

Un bug, quello scoperto in questi giorni, che potrebbe veramente mettere in discussione lo stile di vita degli ultimi 30 anni.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
5 gennaio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/