Viterbo – Regione, Camera di commercio, Università, Provincia e Comune vogliono abbattere il muro che separa i giovani dal lavoro.
La prima spallata a questo muro è stata data stamattina nella sede dell’ente camerale con la firma per l’accordo per la realizzazione di Rete Tuscia Lavoro, una rete di enti pubblici pronti a unire le forze per agevolare l’occupazione nell’Alto Lazio.
A firmare in calce al documento: il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani, il presidente della Provincia Pietro Nocchi, l’assessora del Comune Sonia Perà, il commissario Laziodisu Carmelo Ursino e il direttore generale dell’Università della Tuscia Vincezo Sforza. Presente anche l’assessora regionale al Lavoro Lucia Valente che ha dato forte impulso al progetto.
“E’ una giornata storica – afferma il presidente Merlani – che arriva all’indomani dei dati postivi sul lavoro. Ieri l’Istat ha confermato che il tasso di occupazione è salito al 58,4% e quello di disoccupazione è sceso al 32,7%. Si tratta di dati interessanti che ci confortano e fanno ben sperare. Quello che presentiamo oggi è quindi un progetto che prosegue la battaglia contro la disoccupazione, perché nonostante i dati confortanti sappiamo bene che l’Alto Lazio continua a mantenere un gap di due o tre punti. Un aspetto che ci ha spinto ancora di più a portare avanti questo progetto. Una rete tra istituzioni, quindi, che darà la possibilità di incentivare l’incontro tra domanda e offerta, senza più sovrapposizioni tra istituzioni. Col chiaro intento di semplificare l’avvicinamento al mondo del lavoro”.
Alla Rete Tuscia lavoro, aderiscono Camera di commercio di Viterbo, Università degli studi, Provincia di Viterbo, Comune e Laziodisu. La Regione Lazio che non rientra nell’accordo farà da regia all’impresa.
Le finalità dell’accordo sono quelle di consolidare un’azione sinergica al fine di sistematizzare le attività e le informazioni per i destinatari dei servizi per l’impiego e per l’autoimprenditorialità, evitando sovrapposizioni e duplicazioni agevolando al contempo un accesso semplice, mirato e selezionato; e incentivare iniziative congiunte per lo sviluppo di progetti volti a favorire l’occupabilità, sfruttando le competenze specifiche di ciascuno degli attori coinvolti.
“Mettere a fuoco i fabbisogni del territorio, significa preparare i giovani al mercato del lavoro – ha detto l’assessora Valente -. Portiamo avanti una sfida importante, siamo una società in evoluzione e la politica è chiamata a gestire questa transizione. Queste istituzioni hanno già preso la responsabilità di dare risposte e si stanno candidando a gestire questa trasformazione. Noi in Regione ci siamo occupati di riorganizzare le politiche attive del lavoro e dal primo gennaio 2918 siamo incaricati di gestire i centri per l’impiego che diventeranno regionali, e organizzare direttamente servizi. Questa rete, già attiva, ci aiuterà a mettere in campo politiche che la Regione ha in programma. Come quello di potenziare il contratto di apprendistato di primo e terzo livello, per mettere nella tasca dei giovani la carta vincente per entrare nel mondo del lavoro. O quello dei tirocini extracurriculari”.
Gli obiettivi della rete sono diversi e puntano tutti allo stesso scopo: aumentare le possibilità di trovare un lavoro a chi ancora non ce l’ha. Il primo passo è quello di istituire un punto unico di contatto virtuale in cui ciascun attore possa presentare i propri servizi e progetti realizzati congiuntamente come rete per migliorare lo scambio di informazioni. Secondo passo attivare un monitoraggio di fabbisogni professionali delle imprese. E ancora realizzare interventi di formazione, promuovere iniziative concrete relativamente ai progetti europei, statali e regionali che possano aumentare l’occupabilità territoriale.
“Quando le istituzioni si parlano – ha detto il presidente Nocchi – è un fatto importante perché è in questo modo che inizia un percorso di verso il futuro per i giovani e il territorio”.
Per la presentazione ufficiale c’è già una data. “Il primo evento per che segnerà l’operatività della rete sarà a fine gennaio inizio febbraio con un open day dove verrà presentato. Posso già annunciare – ha spiegato Sonia Perà – che a breve cambierà la sede del Col di Viterbo, che sarà spostato all’ ex palazzo Ater in via Matteotti”.
Le altre azioni che mira a promuovere la rete Tuscia Lavoro sono sviluppare costanti collaborazioni tra gli operatori dei servizi per il lavoro locale, favorire una relazione intelligente tra domanda e offerta di lavoro e mettere in campo azioni e interventi mirati attraverso una progettualità condivisa e concertata tra le parti.
“Siamo a un passaggio importante – ha commentato il commissario Laziodisu Ursino – in un processo iniziato nel 98. Siamo arrivati a un ente, la regione, che ha ls regia della partita con funzioni e risorse”
“Creare valore per collettività, è questa la mission dell’Università della Tuscia, e rientra perfettamente in questo progetto. L’obiettivo ora è andare oltre”.
Maria Letizia Riganelli
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