Viterbo – (g.f.) – Chi attacca il manifesto da sé lo attacca per tre…
Tutto ha avuto inizio con Giacomo Barelli. È stato l’ex assessore comunale a farsi immortalare mentre affiggeva cartelloni negli appositi spazi, per il movimento +Europa. Spazzola e colla d’ordinanza, ha portato a termine il compito.
Tempo due giorni e tocca a Filippo Rossi. Stesso movimento, ma il capolista in regione ha fatto un passo in avanti. Affiggere manifesti per se stesso. Dal produttore politico al consumatore elettore. La filiera dall’inizio alla fine. Completa.
Ma non sono gli unici due. Ecco che dalla vicina Tarquinia, pure di Mauro Mazzola si scopre un aspetto del suo carattere finora nascosto. L’attacchino. Il candidato della lista civica di Zingaretti, con la macchina va in giro per il comune ad attaccare i manifesti.
Non una novità per lui: “Io ho sempre attaccato i manifesti da solo – spiega Mazzola – è piacevole e pure divertente. Una tradizione”.
In effetti, fino a qualche anno fa, affiggere manifesti era un rito immancabile a ogni tornata elettorale. Candidati e iscritti ai vari partiti dedicavano parecchio tempo a quest’attività. Stando ben attenti a non farsi farsi “scippare” i propri spazi da altri.
Oggi, però si va un po’ perdendo. Nelle varie postazioni, diversi spazi rimangono liberi, la propaganda si sposta dal reale al virtuale. Quindi, ben venga chi cerca di mantenere viva un’altra tradizione che rischia di scomparire. Non ci sono più gli attacchini elettorali d’un tempo.
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