Viterbo – “E’ arrivato il momento di bloccare, nell’intero territorio nazionale, il tentativo di apertura indiscriminata a quei vettori esteri che praticano ogni giorno una fortissima concorrenza sleale a danno dei nostri autotrasportatori”.
E’ l’appello di Cna Fita, che lancia oggi la campagna #stopdumping.
I dati raccolti dall’Unione nazionale dei trasportatori sono eloquenti e allarmanti.
“Negli ultimi anni, l’autotrasporto italiano ha perso importanti quote di mercato per colpa di una concorrenza con la quale è impensabile competere. A farne le spese, sono state soprattutto le piccole e medie imprese artigiane del settore, che dal 2008 sono diminuite di 25.587 unità: in Italia, perdiamo 2.500 imprese l’anno.
Questo trend riguarda anche i nostri territori – osserva Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia -. Cito i dati riferiti al movimento delle imprese artigiane di autotrasporto nel 2017: nella Tuscia, dove quelle attive sono 305, abbiamo registrato 17 chiusure a fronte di 8 nuove iscrizioni; nel comune di Civitavecchia, dove se ne contano 38, ben 9 cessazioni e zero aperture”.
E non è solo questione di numeri. Fino al 2008, le imprese di autotrasporto italiane avevano un ruolo significativo in Europa. In quasi dieci anni, hanno progressivamente perso competitività e capacità di aggredire il mercato del trasporto internazionale.
“E’ il prezzo, durissimo, pagato all’invasione di operatori esteri che si muovono occupando spazi importanti nel mercato nazionale, praticando forme di cabotaggio non sempre regolare e spesso effettuato da imprese cosiddette ‘estero vestite’, cioè imprese italiane che hanno delocalizzato la propria attività nei Paesi dell’Est”, sottolinea Cna Fita.
“In questi giorni, a Bruxelles, con il dibattito sulle norme contenute nel pacchetto mobilità – affermano dall’associazione – si stanno determinando le sorti dell’autotrasporto nel nostro Paese. Per questo chiediamo ai decisori politici di tenere gli occhi aperti e di esercitare la massima attenzione per garantire la sopravvivenza delle imprese di comparti strategici come il trasporto e la logistica. Inoltre, è assolutamente necessario che si adottino urgentemente misure in grado di arginare fenomeni distorsivi della concorrenza. Se non si interverrà, metteremo l’autotrasporto Italiano nelle mani di altri – conclude Cna Fita -. Non possiamo competere ad armi pari con chi, in nome della libera circolazione delle merci, esegue trasporti con un costo del lavoro di 8 euro all’ora, con costi di gestione generalmente più bassi e una tassazione favorevole”.
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