Acquapendente – Con ventidue partite già disputate, il campionato di Promozione laziale è quasi a due terzi del suo svolgimento, ma la classifica nella parte centrale è ancora così corta, con dodici squadre in appena dieci punti, che per molti diventa difficile definire con chiarezza gli obiettivi su cui concentrarsi per il finale di stagione.
La Vigor Acquapendente si trova esattamente in mezzo al limbo. È al decimo posto, ma ha soltanto quattro punti di ritardo dalla quarta piazza. Punti che, a detta del direttore sportivo Giuseppe Olimpieri, mancano soprattutto a causa di alcune decisioni arbitrali sfavorevoli.
A far perdere le staffe agli acquesiani è stata la gara di domenica scorsa a Ostia, contro la Pescatori, nella quale i gialloblu hanno perso 3-2, lamentando però due episodi molto dubbi.
Olimpieri, ci spiega cosa vi ha fatto arrabbiare così tanto?
“Il primo errore arbitrale è stato compiuto in occasione del gol dell’1-0 della Pescatori, quando il guardalinee ha segnalato chiaramente il fuorigioco di Mambrino, tanto che tutta la nostra difesa si è fermata, ma l’arbitro non è intervenuto e il giocatore ha segnato. A quel punto il guardalinee si è giustificato dicendo che stava sbandierando per segnalare il gol… ma non è vero, perché lui ha alzato la bandierina ben prima che Mambrino segnasse. Sarebbe bastato ammettere che si era sbagliato, non ci saremmo sentiti presi in giro. Il secondo episodio clamoroso si è verificato a un quarto d’ora dalla fine, sul punteggio di 2-1 per noi. Fanelli, partito dalla nostra metà campo, è arrivato davanti al portiere e ha segnato il 3-1, ma l’arbitro ha annullato per fuorigioco. Un errore tecnico indiscutibile, visto che dietro la linea di metà campo il fuorigioco non esiste”.
Però c’è anche da dire che, esclusi questi episodi contestati, in quel momento stavate vincendo, e invece alla fine avete perso. Non è anche colpa vostra?
“Sì, certo. Io non sto dicendo queste cose per cercare alibi o denunciare chissà quali complotti. Gli errori arbitrali sono fattori esterni imponderabili, esistono ed esisteranno sempre. Purtroppo a noi quest’anno ce ne sono capitati alcuni clamorosi, tutti a sfavore e tutti decisivi, quindi il rammarico c’è”.
Si riferisce anche a qualche altra partita?
“Recentemente mi vengono in mente quelle contro il Montefiascone e il Bomarzo. Nel primo caso abbiamo perso a pochi minuti dalla fine per un rigore a dir poco dubbio; contro il Bomarzo, invece, il gol decisivo è stato segnato in evidente fuorigioco, e lo hanno ammesso anche gli stessi avversari a fine gara”.
Ma perché capitano tutte a voi?
“Come ho già detto, non credo assolutamente nella malafede. Il problema è strutturale della classe arbitrale che abbiamo in queste categorie e quindi, se sei particolarmente sfortunato, può capitare che ci rimetti la partita anche più di una volta. Non dimentico che dobbiamo sempre ringraziare gli ufficiali di gara, perché se non ci fossero loro non esisterebbe il calcio. Tuttavia è anche umano e comprensibile il fastidio che si prova nel vedere i sacrifici fatti sul campo guastati dagli errori di qualcun altro. Per farla breve: ci mancano almeno cinque punti, e con quei cinque punti noi adesso saremmo quarti in classifica da soli, in piena corsa per i playoff”.
E invece adesso a cosa dovete puntare?
“Non ci consideriamo ancora del tutto fuori dai giochi. Domenica incontriamo l’Ottavia, poi la Compagnia Portuale, il Ronciglione e per finire abbiamo il derby con il San Lorenzo Nuovo. Febbraio sarà il mese decisivo, in cui capiremo se potremo sperare ancora nei playoff, oppure dovremo pensare solo a salvarci. Speriamo che non ci si mettano più di mezzo gli errori arbitrali”.
Alessandro Castellani
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