Viterbo – ‘Lampedusa’ porta in scena la migrazione di massa.
Ci sarà da riflettere. Su immigrazione. Umanità. Povertà. Venerdì 23 febbraio alle 21 al teatro Caffeina va in scena “Lampedusa”, lo spettacolo di Anders Lustgarten, adattato e diretto da Gianpiero Borgia, con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano. “Un’escursione coraggiosa nelle acque oscure della migrazione di massa”, lo ha definito il Guardian nel recensire la messa in scena londinese.
L’autore realizza due monologhi intrecciati. “E’ il racconto di due storie parallele – spiega il regista Borgia – quella di un pescatore siciliano che a causa della penuria di lavoro si guadagna da vivere recuperando i corpi dei migranti che sono annegati e poi quella di un’immigrata marocchina di seconda generazione che vive a Milano e che si occupa di recupero crediti.
Entrambi, chi per un motivo e chi per un altro, hanno ragioni di diffidenza se non addirittura razzismo nei confronti dello straniero. Ma poi per i loro individuali percorsi di vita trovano ragioni di una nuova speranza e di nuova carità”.
Il pescatore Stefano è interpretato da Fabio Troiano mentre il ruolo di Denise è affidato a Donatella Finocchiaro. “Gli attori – continua Borgia – sono due grandissimi della scena italiana che consegnano un eccellente lavoro teatrale con una notorietà cine-televisiva che non è una cosa da dare tanto per scontata.
E’ stato un piacere lavorare con loro e li ho scelti perché, in un modo o nell’altro, mi sembravano poter fare qualcosa di originale coi due personaggi che hanno alla mano. Sono entusiasta”.
Centrale è il fenomeno della migrazione di massa affrontato nella sua ‘urgenza’. “Non è stato difficile, ma urgente fare questo spettacolo, perché, c’è poco da fare, viviamo in un paese in cui il razzismo è diventata una forma di espressione. Di fronte all’attuale scenario politico, c’è una forbice tra il 24 e 40% per cento dell’elettorato che è più o meno esplicitamente razzista.
Lo trovo sconcertante per un paese che è stato per oltre due secoli e mezzo una delle principali risorse migratorie nei confronti del resto del mondo e che ha visto i suoi migranti oggetto di discriminazione più che di accoglienza. Credo il teatro debba dare il suo contributo di civiltà al dibattito del paese”.
Lampedusa è un racconto sulla sopravvivenza della speranza. “Alla fine il pubblico risponde sempre in maniera calorosa, rispetto a quello che ha visto. Spesso, ma non sempre, perché in noi si annidano più o meno apertamente pregiudizi gravi. Lo spettacolo infatti chiede di metterli in discussione. E’all’inizio confrontante e poi terrificante”.
Appuntamento venerdì alle 21. “Questa nuova esperienza del teatro Caffeina mi sembra una novità importantissima nel panorama del teatro italiano. E’ un nuovo faro al quale si guarda con grande curiosità. C’è gente in gambissima che ci lavora con un taglio e un’ottica nuovi su come si gestisce e si fa teatro, molto europea e anglosassone. Siamo contenti – conclude Borgia – di venire a Viterbo“.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY