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Liquami nel lago di Bolsena, a giudizio il direttore del Cobalb

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Fosso di Arlena

Fosso di Arlena

Fosso di Arlena

Fosso di Arlena

Bolsena  – Liquami nel lago di Bolsena all’altezza del fosso d’Arlena, a giudizio per reati ambientali e danneggiamento il direttore del Cobalb. Parte offesa la Provincia.

I fatti risalgono all’estate del 2013 quando l’allora sindaco di Bolsena, Paolo Dottarelli, emise un’ordinanza di divieto di balneazione nello specchio di lago antistante la foce del fosso d’Arlena che, prima di immettersi nelle acque del lago, sarebbe stato fortemente compromesso da scarichi di probabile natura fognaria.

Per quei fatti è iniziato ieri davanti al giudice Roberto Migno il processo a carico del direttore generale Massimo Pierangeli, 64 anni, finito cinque anni fa al centro di un’inchiesta della procura della repubblica di Viterbo, in seguito al risultato di una serie di campionamenti effettuati dall’Arpa Lazio nell’estate del 2013.

Pierangeli, difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, è finito nei guai in quanto “legale rappresentante e direttore della società Cobalb che gestisce il sistema fognario del Comune di Bolsena”.

Tra le accuse, come si legge nel decreto di citazione a giudizio: “Avere sversato in località Arlena e di conseguenza smaltito nel fosso di Arlena, tramite una stazione proveniente da una stazione di pompaggio, liquami provenienti dallo stesso sistema idrico senza l’autorizzazione prevista dalla normativa vigente”.

E ancora: “Per avere deteriorato in parte e in più occasioni, il fosso Arlena, tramite uno sversamento di acque  provenienti dal sistema idrico fognario del Comune di Bolsena, provocando un’alterazione cromatica delle acque pubbliche e compromettendo il regolare equilibrio di un ecosistema naturale”.

Secondo l’accusa, inoltre, avrebbe riversato, in concorso: “Sistematicamente e reiteratamente liquami provenienti dal sistema idrico fognario  del Comune di Bolsena  sul fiume Arlena sottoposto a tutela di vincolo paesaggistico  ambientale, determinando così un’alterazione evidente del corso d’acqua sia sotto il profilo estetico che sotto il profilo biologico, determinando inoltre un deturpamento e danneggiamento evidente del corso d’acqua”. 

Accuse pesanti, che secondo l’avvocato Dionisi non dovevano essere rivolte al direttore del Cobalb. “Si tratta di una società per azioni – ha detto il legale al giudice, esibendo una visura della camera di commercio – l’eventuale responsabile non è il direttore generale, che è un semplice dipendente, ma l’amministratore unico”.

“Il direttore non ha alcun potere su gestione e amministrazione”,  ha proseguito Dionisi, chiedendo il non luogo a procedere ex articolo 129 di Massimo Pierangeli e il rinvio degli atti alla procura per l’individuazione del responsabile penale. 

Il giudice, sottolineando che per il caso di specie il parere del pm è vincolante, in quanto la sentenza sarebbe inappellabile, ha rinviato al prossimo 10 ottobre per sentire due dei tecnici dell’Arpa che hanno effettuato i campionamenti. 

Silvana Cortignani


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