Vetralla – (dan.ca.) – In uscita il secondo romanzo di Francesco Ceccamea, lo scrittore che dieci anni fa fece tremare i polsi a tutti i vetrallesi con “Silenzi vietati”, un libro che mise in piazza scandali e pettegolezzi di un intero paese.
“Non uscivo più di casa per paura di essere picchiato”, ha detto subito Ceccamea.
Il nuovo libro si intitola “Tombini in fuga” (Davide Ghaleb editore), ed è la prosecuzione del primo romanzo.
Il libro sarà presentato sabato prossimo, 10 febbraio, alle ore 16 presso la Biblioteca Comunale “Alessandro Pistella” di Vetralla. Assieme all’autore, interverranno anche lo scrittore e sceneggiatore Sante Paolacci e Gabriella Norcia della Ghaleb editore.
“Questo è il seguito di Silenzi vietati – spiega Ceccamea – il mio esordio letterario del 2008. Anche qui parlo di persone vere, posti veri ma per fare il furbo, stavolta ho cambiato nomi ai personaggi e ai luoghi. Sarà più divertente per i lettori indovinare di chi sto raccontando. La storia riprende da dove avevamo lasciato il personaggio: un funerale. La differenza è che stavolta lui con le pompe funebri ci lavora”.
“Quando torna a casa da un servizio annota tutto, prende appunti, racconta in un diario le scene, le situazioni, le figuracce, lo squallore e i momenti di grande poesia a cui assiste a mano a mano che mette nella tomba i propri compaesani. A poco a poco il diario sfocia nei fatti privati del protagonista: da impotente terrorizzato dal sesso femminile lo ritroviamo fidanzato. Nel rapporto con la sua fidanzata però non va tutto bene e l’arrivo di un bambino rende le cose ancora più difficili”.
Il libro è inserito nella collana Latitudini, curata da Diana Ghaleb. “Il testo – ha detto Ghaleb – con una prosa essenziale e diretta, va a toccare numerose corde che io definirei universali, dalla crisi lavorativa ed esistenziale con cui le giovani generazioni ormai debbono confrontarsi da dieci anni a questa parte, al rapporto di coppia, affrontato con un’originalissima forma di tenerezza velata dalla crudezza della quotidianità, per arrivare a quello che più solletica la vita di ogni cittadina di provincia: la maldicenza.”
“Oltre alla morte vera e quella inventata, il sesso e la vita sentimentale – prosegue Francesco Ceccamea – in questo libro affronto di petto il tema dello scandalo, delle dicerie e della gretta e frustrata vita di paese. Silenzi vietati fu definito ‘Vetralla 2000’ facendo il verso all’articolo di sistematico sputtanamento che mi dedicò Novella 2000 nella famigerata estate del 2008, quando non uscivo più di casa per paura di essere picchiato”.
“Nel libro – sottolinea l’autore – in realtà non c’erano scoop, né pettegolezzi su nessuno. Il fatto curioso è che diverse persone mi telefonarono per chiedermi se nel mio libro avessi inserito anche il loro personale scandalo. E io venni a sapere l’intero bollettino pettegolante degli ultimi 40 anni vetrallesi. Con la gran mole di materiale gentilmente concessami dai miei compaesani, ho finito per nutrire questo mio secondo volume.”
Interessante affresco di una tranquilla cittadina, che potrebbe essere identificata con una qualsiasi provincia italiana, dove a volte per noia a volte per la voglia di emergere, c’è chi si lascia andare nell’intreccio di fantasie mascherate da realtà, che però rischiano, come ci dimostra la recente cronaca nazionale, di rovinare per sempre la vita delle persone.
Ceccamea punta infine il dito sul titolo e poi conclude “Se volete capire il senso del titolo bisogna che leggiate il libro, un modo più semplice e rapido di spiegarlo non c’è. Se ci provassi qui, mi occorrerebbero duecento pagine, come minimo”.
“C’ho messo dieci anni per scrivere questo libro – conclude Francesco Ceccamea -. Ammetterlo è un rischio perché se alla gente non piacerà poi dirà: ammazza, tutto sto tempo pe’ scrive ‘sta puttanata! Spero che non lo sia. Difficile capirlo. Se gli autori si rendessero conto dell’inutilità e il fallimento dei propri romanzi avremmo meno libri in giro e probabilmente sarebbe un bene”.
Daniele Camilli
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