Viterbo – “Fallimentare scegliere il candidato all’ultimo minuto”. Sergio Pirozzi a Viterbo per presentare la sua squadra in vista delle elezioni regionali. Il sindaco di Amatrice si candida alla presidenza. Parla del suo progetto, non vuole guardare indietro.
Quindi, niente polemica col centrodestra e relativo mancato accordo. Ma una battuta, sotto forma di metafora calcistica, ci scappa. “Scegliere all’ultimo l’allenatore è un fallimento”. A campionato elettorale iniziato, quando è arrivato Stefano Parisi per il centrodestra, facendo tramontare l’intesa con Pirozzi. Che avendo già indossato lo scarpone (la sua lista), è andato avanti per la sua strada.
Non tutto il male vien per nuocere: “Per fortuna non abbiamo partiti dietro – osserva Pirozzi – tanto ormai non rappresentano più la gente comune, ricordano il senato della decadenza dell’impero romano”.
Agli elettori, consigli per il voto. “Se i viterbesi ritengono che la loro vita in questi anni sia migliorata – osserva Pirozzi – votino il presidente attuale. Altrimenti, la candidata a 5 stelle. Ma ci vuole competenza e conoscenza, non basta cavalcare la protesta”.
Oppure: “C’è Zingarisi”. Ovvero, scegli Parisi e voti Zingaretti. “Che stanno insieme – sostiene Pirozzi – l’hanno capito tutti. Hanno fatto il patto del Nazzareno per la regione. È sceso in campo svendendo un proprio partito.
Non conosce nemmeno i candidati. Non sa dove sta Vignanello, Sutri o Vallerano. Parla del sesso degli angeli.
La terza opportunità è un gruppo che viene dalla terra e non si è venduto”. Parla di se stesso.
Non è tenero, il sindaco di Amatrice, con chi ha governato e governa la regione. “Metto sotto accusa non gli ultimi 10 – precisa Pirozzi – ma gli ultimi 30 anni d’amministrazione regionale, in cui i territori si sono impoveriti.
Abbiamo lottato, ma sono state lotte per la sopravvivenza. Come quando mi sono opposto alla chiusura dell’ospedale ad Amatrice”.
Non che con l’opposizione vada meglio. “Che hanno fatto? C’è stata una minoranza e pure l’altra opposizione, dei 5 stelle. Il nulla”.
Un sindaco più di tanto non riesce a fare. “È la regione che legifera – osserva Pirozzi – sanità, trasporti, agricoltura. Ecco perché ho scelto di candidarmi. Per cambiare le cose.
Quest’amministrazione è stata capace solo d’emettere provvedimenti fotocopia. Ma quello che va bene a Latina non va bene a Viterbo”.
Punta a un federalismo regionale ma solidale, sui migranti ritiene che si debba accogliere: “Ma deve rimanere – precisa Pirozzi – chi ha possibilità di lavorare, se c’è richiesta di manodopera”.
Accanto a Pirozzi, Luigi De Luca, Simona Mangraviti e Antonella Bruni, in lista per la Tuscia.
Aveva appeso le scarpe al chiodo, ma ha deciso di indossare lo scarpone politico di Pirozzi. “Questo un punto di partenza – osserva Bruni – e non d’arrivo”. E un ultimo invito: “Adesso tocca vince’…”.
Giuseppe Ferlicca
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