Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Allevamento sotto sequestro a Piansano - L'avvocato Enrico Valentini, difensore dei tre denunciati, contesta l'operato dei carabinieri forestali che hanno condotto le indagini

“Quali maltrattamenti? I cani stanno bene”

Condividi la notizia:

Enrico Valentini

Enrico Valentini

Carabinieri forestali

Carabinieri forestali

Piansano – Allevamento per cani sotto sequestro perché “non autorizzato”. L’avvocato Enrico Valentini, difensore dei tre “denunciati” per presunti “maltrattamenti su 61 cani”, contesta l’operato dei carabinieri forestali che hanno condotto le indagini e messo i sigilli.

“Nella nota inviata alla stampa – attacca il legale – i carabinieri forestali hanno omesso di scrivere che gli animali erano tenuti bene, che stavano bene e che erano nutriti bene. E per nutrire bene 61 cani si spendono tantissimi soldi, ma i miei assistiti lo fanno per l’enorme amore e passione che hanno per gli animali.

Non hanno un allevamento, ma 61 cani che da più di trent’anni trattano come figli e utilizzano nei quattro mesi di caccia per poi accudirli in maniera perfetta nel resto dell’anno. A loro hanno dedicato l’intera vita, e prima d’ora non hanno mai avuto problemi. Anche perché tutte le settimane, più di una volta, i veterinari verificano lo stato di salute degli animali e secondo loro, come per il veterinario della Asl incaricato di svolgere gli accertamenti durante le indagini, i cani stanno bene e non hanno ferite, socializzano tra loro e non mordono. Ma questo i carabinieri forestali hanno omesso di scriverlo, come hanno omesso di scrivere che gli animali non erano in alcun modo maltrattati.

E suonare la grancassa sul maltrattamento porta a conclusioni forti e fuorvianti. Non più di quattro cani, hanno rilevato gli inquirenti, avevano solo la catena più corta rispetto alla lunghezza impartita nelle prescrizioni e si trovavano in metri quadrati non pienamente sufficienti. Se così fosse ricordo a me prima che ai carabinieri forestali che si tratta al massimo di una sanzione di carattere amministrativo. Il maltrattamento di animali è ben altra cosa, e sono sicuro che gli esperti carabinieri forestali ne conoscano il significato. Ma devono stare attenti, anche perché se si tratta solo di irregolarità amministrative credo non ci sia bisogno di effettuare blitz e poi pubblicizzarli. Bisognerebbe operare secondo le norme”.

Nelle scorse ore, i carabinieri forestali di Tuscania insieme ai militari del raggruppamento carabinieri Cites – Soarda di Roma e al servizio veterinario della Asl di Viterbo hanno messo i sigilli a un allevamento di Piansano in cui “hanno accertato – come hanno scritto in una nota inviata alla stampa – la presenza di 61 cani tenuti in maniera non idonea alle condizioni igienico sanitarie. Gli esemplari, di varie razze con prevalenza del segugio maremmano, erano all’interno e all’esterno di alcuni capannoni, molti legati a catena corta, in recinti a cielo aperto e privi di pavimentazione, con resti di frigoriferi adibiti a cucce e acqua stagnante non drenata e intrisa di escrementi degli stessi animali. Parte dei cani è risultata essere priva di microchip”.

Gli investigatori “ipotizzano i reati di maltrattamento di animali – continua la nota -. Dovranno risponderne, in concorso tra loro, sia il proprietario dell’area, L.S., risultato proprietario di parte dei cani, sia i proprietari dei rimanenti cani, P.L. e L.L., viste le condizioni di detenzione incompatibili con la natura e le caratteristiche etologiche, con conseguenti sofferenze degli animali. I cani sono stati posti sotto sequestro preventivo, con nomina come custodi giudiziari i proprietari. Sono state inoltre impartite prescrizioni da parte del veterinario per il benessere dei cani, da ottemperare il prima possibile al fine di migliorare le condizioni di vita degli animali”.

L’avvocato Enrico Valentini, pur premettendo di “non voler entrare in polemica” con gli investigatori, si dice “stupito del fatto che, prima che l’urbe e l’orbe fossero avvertiti di questo sequestro così meritevole di tutela, nessun atto era stato notificato alla difesa. È sempre opportuno che, prima di effettuare proclami, la difesa sia al corrente di quanto disposto dal pm inquirente. Cosa che, in questo caso, non è avvenuta. 

La nota dei carabinieri forestali mi è sembrata solo uno spot al loro intervento che, data la poca entità dei fatti e le modalità con cui è stato effettuato, suscita in me perplessità in ordine alla legittimità dal punto di vista procedurale. Il comportamento dei carabinieri forestali ha indotto i miei assistiti a verificare se l’operato dei militari sia stato conforme al codice di procedura penale. E io, per loro, verificherò se la pubblicità data in circostanza di notizia di reato sia stata autorizzata dal procuratore capo. E sono convinto, conoscendoli, che sia il procuratore capo che il pm inquirente non hanno autorizzato nulla. Se è stato un mero spot propagandistico, i miei assistiti si sentono vittime di un’ingiustizia.

Verificherò anche e sopratutto se i procedimenti e le procedure che hanno portato al sequestro, che visti i primi atti reputo ingiusto, siano stati legittimi. Se così non fosse inoltrerò una protesta ai vertici dell’arma e in particolare ai vertici dei carabinieri forestali, ma anche denuncia querela alla procura. Senza alcun briciolo di paura e terrore.

Se i carabinieri forestali hanno sbagliato, ne risponderanno davanti ai loro superiori o davanti alla procura della Repubblica, perché sono ufficiali di polizia giudiziaria e come tali devono comportarsi. Ho un grandissimo rispetto per le forze dell’ordine, con cui mi confronto tutti i giorni, ma quando le regole del buon senso e della correttezza procedurale vengono travalicate, sono costretto a prendere soluzioni drastiche in difesa dei miei assistiti. Assistiti che mi hanno espressamente chiesto di andare a fondo a tutta la vicenda”.


Condividi la notizia:
11 febbraio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/