Viterbo – (g.f.) – Scontro sui rifiuti. L’argomento scotta e in commissione diventa bollente.
Si discutono le linee guida del prossimo appalto per la nettezza urbana. Praticamente l’antipasto e forse nemmeno quello, in vista del nuovo contratto. E se il buongiorno si vede dalle linee guida, figurarsi il resto.
Ieri mattina, ultima delle quattro sedute programmate sull’argomento. Chiara Frontini (Viterbo 2020) propone emendamenti al documento in discussione.
Il comune deve mantenere la proprietà dei rifiuti: “Per poi rivendere differenziato e indifferenziato – spiega Frontini – a varie piattaforme, molti comuni lo fanno”. La consigliera ritiene l’operazione economicamente valida, così come la possibilità di mettere in piedi, nei pressi dei centri raccolta, punti dove chi vuole, può dare beni, mobili, anziché gettarli.
Dalla maggioranza storcono il naso. Non ci sono risorse, il personale in comune è insufficiente e già oberato di lavoro. Paolo Simoni (Oltre le mura) e Livio Treta (Lista civica) non apprezzano. E Chiara Frontini non gradisce.
“Possibile che a Viterbo – si domanda Frontini – dobbiamo sempre paragonarci con chi è nella media e non tentiamo mai di metterci a confronto con realtà dove la situazione è migliore?”.
La domanda rimane senza risposta. Ma in una giornata piuttosto fredda, l’argomento è servito a riscaldarsi. Anche questo è risparmio energetico.
Pure Gianmaria Santucci ha i suoi d’emendamenti. Tendere a rifiuti zero, agevolando le aziende che intraprendono questo percorso e più informazione per l’indifferenziata. Punto finora piuttosto trascurato. E poi, la verifica puntuale dei costi per contenere la tariffa. Non è indifferente sotto il profilo economico, lo spazzamento, ad esempio, una, due o cinque volta alla settimana.
C’è poi la pubblicità, l’anima della raccolta differenziata. “La pubblicità ai servizi erogati – osserva Giulio Marini (FI) ne è stata fatta poca, rispetto a quanto doveva essere investito. Penso che si sia andati a risparmio”.
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