Viterbo – (p. p.) – “Sarà una campagna tra la gente e per la gente. I giochi non sono fatti. Ci vogliono l’entusiasmo, la caparbietà e la tenacia di tutti”. Daniele Sabatini, candidato consigliere alla Regione Lazio per Forza Italia, dà il via alla sua avventura per la corsa alla Pisana.
Ieri ha inaugurato il comitato elettorale nato spontaneamente dai suoi sostenitori. Persone che hanno apprezzato il suo lavoro e che hanno deciso di stargli accanto in questa battaglia fino al 4 marzo.
Sabatini lo definisce “un comitato partecipato fatto dai cittadini. Amplificatori di una campagna elettorale che voglio fare tra la gente e per la gente”.
Il luogo scelto non è casuale, ma è la ex sede del Pdl in via Gargana.
In tanti ieri hanno partecipato.
Proprio a loro Sabatini ha voluto rivolgere il suo ‘grazie’. “Mai – ha detto il candidato – mi avete fatto mancare il vostro sostegno. Mai, avete vacillato. Dopo questi cinque anni, il centrodestra e nella fattispecie Forza Italia hanno deciso di ridare fiducia al sottoscritto per un lavoro che credo abbiano reputato buono e meritevole di continuità.
C’è una nuova legge elettorale e non c’è più il listino bloccato. Tutti i 50 consiglieri regionali dovranno quindi presentarsi e confrontarsi con lo ‘strumento diabolico’ della preferenza.
Alla camera e al senato si vota barrando il simbolo. In Regione, bisogna scrivere anche il cognome.
Col proporzionale l’unica lista che può esprimere un candidato nella coalizione è Forza Italia. Se non riusciamo a dare un contributo importante rischiamo di perdere un’occasione.
Amo il ruolo di consigliere regionale, perché a differenza dei parlamentari, il consigliere regionale è un ente legislatore, che in quel provvedimento ci mette i piedi e vede gli effetti di quella legge tradotti sul territorio”.
Ripercorrendo i 5 anni. “È stato un lavoro duro perché fatto all’opposizione, affiancato a quello di rappresentanza del territorio che spero di aver fatto in maniera dignitosa.
Quando ho iniziato, ero l’unico del centrodestra a confrontarsi con esponenti politici del Pd di grande esperienza. Giovane, ho provato, in maniera combattiva, a contrapporre lo strapotere del centrosinistra con un rapporto di sei a uno tra parlamento e regione.
L’opportunità di tornare a essere maggioranza nel paese sembra possibile. È invece tutta da decifrare in consiglio regionale, dove la situazione è sicuramente più complessa.
Zingaretti si è dimostrato abile nel passare a essere presidente a candidato-presidente. Nessuno ha fatto caso a questo passaggio. Non ci siamo accorti quando lui ha aperto la campagna elettorale e non ha mai perso il suo ruolo istituzionale, specie nella sanità dove si sono succedute passerelle e annunci perché quello è un ambito in cui è facile raccogliere molti consensi.
Per quanto riguarda gli altri sfidanti, abbiamo una candidata 5 stelle che non fa altro che insultare e che non sembra raccogliere consensi. Poi c’è il centrodestra, che è riuscito a trovare un’unità di intenti coi tre partiti concordi su Parisi.
Lo conosco da tempo quando me lo presentò l’ex ministro degli Esteri Frattini. È una persona di elevata qualità morale e grande esperienza culturale, manageriale e imprenditoriale. Se portasse nel Lazio le buone pratiche lombarde, specie sulla sanità, sarebbe già un regalo grande”.
Sulla sfida elettorale: “‘Non facciamoci prendere dal panico – ha sottolineato -. I giochi sono tutt’altro che fatti e non vogliamo fare regali a Zingaretti, dopo questi 5 anni di legislatura.
Non dobbiamo sottovalutare nulla, ma giocare la partita e trovare la forza della credibilità di andare a chiedere un contributo.
I nostri amministratori hanno sofferto molto perché in passato si è provato a favorire solo i comuni di centrosinistra.
Per conquistare la battaglia, c’è bisogno dell’entusiasmo, della caparbietà e della tenacia di tutti per difendere la nostra provincia e il nostro territorio in Regione Lazio. Vorrei che Viterbo città fosse il motore importante della campagna.
È una sfida bella. Ho dato la mia disponibilità coi ragazzi del mio comitato.
Sono persone, ciascuna con la propria storia ed esperienza. Loro hanno scelto di attaccare manifesti, fare chiamate e volantinaggio. Una campagna elettorale come quelle di una volta, ed è un patrimonio che non voglio disperdere per andare contro la dematerializzazione dei partiti che rifiuto. Voglio portare avanti una campagna elettorale sulla scorta del rapporto col territorio di questi ultimi anni e creare uno spazio che sia nella disponibilità di tutti. Non un comitato all’americana in cui ognuno ha il suo compartimento, ma un luogo vivo per trasformare un momento di aggregazione in una comunità vera e propria per portare a dama un obiettivo importante. Sarà aperto dalle 9 fino a sera, fino a quando c’è bisogno per spiegare le ragioni di una battaglia, che non è mia o del centrodestra, ma che riguarda il nostro territorio. Io ci credo”.
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