Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quella sollevata da Fabio Belli di Ance in merito al raddoppio della Cassia è una questione a cui come candidati alle prossime elezioni dobbiamo dare risposta.
Da troppo tempo, il tema delle infrastrutture ha assunto il tono di un mantra che ripetiamo come se il pronunciare la necessità di una soluzione sia sufficiente a trovare la via per risolvere concretamente uno dei principali limiti strutturali ad ogni progetto di sviluppo del nostro territorio.
Che la Tuscia abbia un gap infrastrutturale da risolvere è di tutta evidenza.
Rispetto al passato, dobbiamo fare tutti lo sforzo, amministratori pubblici e imprenditori, associazioni di categoria e sindacati, di immaginare in maniera necessariamente organica, anche in ragione delle minori risorse disponibili, un progetto complessivo attraverso cui ottimizzare ogni intervento in relazione ad una visione più ampia del problema.
Certamente la Cassia è una priorità e siamo pronti a impegnarci per verificarne, ognuno per le proprie competenze, la fattibilità nelle sedi competenti, ma non possiamo dimenticare che attorno ad essa sarebbe necessario sviluppare anche un piano straordinario per adeguare le infrastrutture di rete che penalizzano alcune zone della nostra provincia e che hanno anch’esse una funzione di straordinario traino di qualunque idea per la Tuscia del futuro.
Mauro Rotelli
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