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Viterbo - La ministra alla Salute Beatrice Lorenzin alle Terme dei Papi mette in guardia dai rischi di una vittoria del centrodestra o dei 5 stelle

“Vogliamo far tornare le lancette al 2012 o portarle al 2019?”

di Giuseppe Ferlicca
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Beatrice Lorenzin e Alessandro Cuzzoli

Beatrice Lorenzin e Alessandro Cuzzoli

 

Roberto Faggiani

Roberto Faggiani

Giuseppe Fioroni e Beatrice Lorenzin

Giuseppe Fioroni e Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

Raffaele Landolfi

Raffaele Landolfi

Giulio Maira

Giulio Maira

Alessandro Cuzzoli

Alessandro Cuzzoli

Viterbo – Beatrice Lorenzin sfida il freddo polare, la neve, il ghiaccio e arriva a Viterbo. La ministra della Salute era attesa oggi alle 17 per un incontro alle Terme dei Papi e non si è lasciata spaventare dalle condizioni meteo non proprio ottimali.

La sanità del futuro è il tema della serata, ma tra cinque giorni si vota. C’è da promuovere la sua lista Civica popolare. Alleata alle politiche, del centrosinistra.

Ha il suo movimento, ma questo non le impedisce di fare l’endorsement a Giuseppe Fioroni. “È il mio candidato preferito del Pd”. È al tavolo con Lorenzin, insieme ad Alessandro Cuzzoli, capolista alla Camera nel proporzionale con Civica popolare di Lorenzin. “Lo conosco da una vita – svela Lorenzin – dal 1999 e abbiamo deciso insieme d’intraprendere quest’avventura”.

La sanità di domani è il tema. Qualcosa su quella locale la dicono Roberto Faggiani, ancora un paio di giorni a Belcolle, poi sarà primario al San Camillo di Roma, poi Mario Malerba (Cisl), Mario Curzi, presidente ordine degli infermieri. Non c’era Alessandro Mazzoli, candidato al Senato per il Pd. Colpa della febbre, non elettorale. Peccato. La ministra alla Salute avrebbe potuto consigliargli qualche rimedio per guarire in fretta.

Del suo lavoro, Lorenzin racconta le scelte difficili prese nei cinque anni al ministero. “Con il vaccino per l’epatite abbiamo salvato vite umane – osserva Lorenzin – abbiamo investito nelle cure oncologiche. Ma purtroppo non ci sono i soldi per tutti e sono state prese decisioni anche drammatiche, come il rinvio sulle questioni che riguardano il personale e i provvedimenti in alcuni casi, arrivati all’ultimo”.

L’elenco dei provvedimenti passati nel suo ministero è lungo. Altrettanto lunga la lista degli interventi da portare avanti. Come un riequilibrio nella sanità, dei poteri tra regione e stato centrale.

“Non significa riaccentrare i poteri – spiega Lorenzin – ma i residenti di un dato territorio non possono pagare le inefficienze di chi governa lì.

I presidenti di regione fanno quello che vogliono sotto il commissariamento, con la scusa del commissariamento stesso. Oggi, l’unico sistema è tagliare i fondi, ma pagherebbero i cittadini. Invece, sono le aziende sanitarie che quando non vanno devono essere commissariate”.

Poi toglie i panni della ministra. “Vi chiedo spudoratamente un voto. In dieci anni l’Italia ha assistito a un forte impoverimento – ricorda Lorenzin – negli ultimi cinque, con i governi di cui ho fatto parte, siamo entrati che eravamo in recessione, usciamo che siamo in ripresa”.

Vede un rischio. Anzi, più di uno. “L’ingovernabilità o se dovesse vincere la Lega. In ballo c’è tanto. Dobbiamo decidere se far tornare le lancette al 2012 o portarle al 2019”.

A chi le ricorda d’avere fatto parte del centrodestra, replica in modo netto: “Il centrodestra dove sono stata io non esiste più, quello solidale, con una visione moderna della società. Oggi è quello in mano a Salvini e alla Meloni a quelli con la ruspa o ad altri ritratti nei manifesti con una pistola. L’anima moderata è qui”.

Alessandro Cuzzoli va sul pratico. “Spiego come si vota – dice Cuzzoli – sbarrando il simbolo di Civica popolare. Così si sceglie un viterbese e si vota tutta la coalizione. Io sono l’unico viterbese capolista. Se si dà la preferenza ad altri, si favoriscono candidati d’altri territori”. Poi fa l’esempio delle liste di centrodestra.

“Dobbiamo mettercelo bene in testa – osserva Cuzzoli – se non si vota bene, Viterbo non avrà eletti e i romani faranno gli interessi del loro territorio”.

In sala, due luminari della medicina, Giulio Maira e Raffaele Landolfi, anche loro con civica popolare.

Tutto politico l’intervento di Giuseppe Fioroni. “In questa provincia – spiega Fioroni – si pensa che votando la destra si blocchi Grillo. Io invece ritengo che se avranno un parlamentare in più, Salvini e una consistente parte di Fratelli d’Italia, oggi convinti anche dall’apertura di Casapound, si metteranno insieme a dare vita al partito dei populisti”.

Il partito di populisti, a proposito di salute, per Fioroni genera virus. “Come quello della paura, presente anche a Viterbo, seconda città in Italia per sicurezza. Per non parlare dell’onesta. Tanto la destra quanto i 5 stelle ne hanno fatto un feticcio. Invece, tutti devono non predicarla, ma attuarla. Tutti devono guardarsi allo specchio, compreso il mio avversario all’uninominale”.

Giuseppe Ferlicca


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27 febbraio, 2018

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