Viterbo – (g.f.) – Tre archivi per una capienza di 120mila volumi, su 670 metri quadrati, un totem elettronico e copertura wifi.
Inaugurato all’Unitus il polo bibliotecario d’ateneo. A Santa Maria in Gradi, in una struttura totalmente ristrutturata, immediatamente dietro la chiesa.
– Fotogallery: Ecco il polo bibliotecario Unitus
Dopo quattro anni, arriva a compimento il recupero iniziato nel 2013 e concluso lo scorso ottobre, che dota l’università del polo umanistico-sociale e restituisce alla città un altro pezzo del complesso monumentale. Adesso, rimane solo la basilica da recuperare.
“Un altro passo avanti – ha detto il rettore Alessandro Ruggieri – per fare dell’ateneo un centro di cultura. Questo luogo è al servizio degli studenti e del corpo accademico, ma è anche un qualcosa che restituiamo alla città, un altro pezzo storia recuperato”.
Costo dell’intervento, 600mila euro circa, rispetto agli 800mila preventivati, grazie a economie realizzate in corso d’opera.
L’edificio ha mantenuto la stessa volumetria all’esterno, mentre dentro è stato costruito un soppalco in ferro, nella grande sala centrale, coperta da una volta d”origine settecentesca. È stato dotato di un impianto d’allarme e video sorveglianza all’avanguardia, oltre che di un sistema d’illuminazione esterna per mettere in risalto il valore storico e architettonico.
Oggi al taglio del nastro, il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, insieme a diverse autorità, compreso il procuratore Paolo Auriemma.
Apre la biblioteca che raggruppa quelle di Economia, Lingue, Giurisprudenza e Beni culturali, per un’intuizione di Alessandra Moscatelli, fino a poco tempo fa, direttore generale Unitus. Lavoro portato avanti dall’attuale direttore Vincenzo Sforza.
“Qui – ha spiegato Moscatelli – era prevista la segreteria unica degli studenti, ma con molte procedure ormai eseguibili online, rischiava di diventare uno spazio non utilizzato appieno.
Così mi è venuta l’idea di una biblioteca. La sottoposi al professor Mancini e avuto l’ok ne parlai con il rettore Mancini. Da quel momento è iniziato l’iter per il cambio di destinazione d’uso, possibile grazie al gran lavoro del pool composto da tre architette. Un progetto condiviso anche dagli studenti”.
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