Viterbo – Ha devastato la camera 144 dell’ hotel Salus Terme, ha preso per i capelli, sbattuto al muro e picchiato con la cornice di una porta la compagna, ha minacciato di morte i poliziotti. Ciononostante, l’attore Adamo Dionisi è stato assolto dall’accusa di violazione di domicilio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Si è concluso così il processo all’attore romano 52enne, star della serie televisiva Suburra, arrestato lo scorso 7 dicembre a Viterbo dopo una notte brava all’hotel Salus Terme, dove ha dato in escandescenze per una donna.
All’udienza di convalida diede spettacolo, gridando “sono l’attore più pagato del mondo, ripagherò tutto perché so ‘n signore, mica ve siete bevuti Alvaro Vitali”. “Dionisi soffre di disturbo bipolare”, ha spiegato all’udienza del 3 febbraio al giudice Gaetano Mautone il suo difensore di fiducia, l’avvocato romano Francesco Gianzi, chiedendo un rinvio per depositare la relativa documentazione medica.
Ma alla fine ha rinunciato. “Il disturbo bipolare – ha detto il legale – è certificato negli atti del 118 che quella notte ha dovuto sedarlo con un sonnifero per contenerlo. Nell’anamnesi si parla di disturbo bipolare, stato d’ansia, disturbo della personalità, uso di alcol e cocaina”.
Nonostante stesse dando in escandescenze, ai poliziotti avrebbe porto lui stesso le mani con i polsi uniti: “Non ha opposto alcuna resistenza. Gli ha detto ‘arrestatemi, portatemi in carcere’, e poi ha concluso ‘stasera vi ammazzo tutti’. Una frase che va da sé con lo stato di alterazione in cui si trovava”.
Nessuna violazione di domicilio per la difesa: “La donna si trovava non a casa sua, ma in una camera d’albergo, che non può essere considerata una dimora privata, peraltro pagata dallo stesso Dionisi”.
Impossibile procedere per lesioni, non avendo la vittima sporto denuncia: “Dionisi l’avrebbe presa per i capelli, le avrebbe sbattuto la testa sul muro, poi l’avrebbe colpita a una coscia con la cornice della porta , procurandole una piccola ferita, giudicata guaribile in sette giorni. Il reato di conseguenza non è perseguibile d’ufficio e la signora non ha sporto alcuna querela”.
In aula non cerano né Adamo Dionisi, né la donna al momento della lettura della sentenza con cui il giudice Mautone, dando ragione alla difesa, ha assolto l’imputato. Perché il fatto non sussiste dalle accuse di violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale. Per non luogo a procedere essendoci difetto di querela dall’accusa di lesioni. Ed è ovviamente venuto meno, di conseguenza, anche il divieto di avvicinamento alla signora.
Silvana Cortignani
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