Viterbo – “Assessori scelti come le figurine, le faccio i migliori auguri, ma temo che sia un’operazione a tempo”.
Nel giorno in cui Luisa Ciambella si dimette dalla presidenza del Partito democratico, Andrea Egidi, in un bar del centro fa il punto del dopo voto, insieme a Leonardo Di Russo, presidente dell’associazione che ha sostenuto la sua candidatura alle regionali.
Le scorie della sconfitta circolano e fanno ancora male. In regione il Pd vince, ma una parte nella Tuscia esce con le ossa rotte.
Non ha aiutato la scelta in giunta di Alessandra Troncarelli, vicina al consigliere eletto Enrico Panunzi, a rasserenare il clima. Non sarà un caso, se nell’invito si parla di padroni.
Verrebbe facile fare i nomi. Egidi non li fa, ma va per esclusioni: “Io non sono stato nominato assessore – dice Egidi – nemmeno Luisa Ciambella”.
La scelta di Troncarelli, che ha tenuto fuori Ciambella dal consiglio regionale, è solo la punta di un iceberg.
L’ex segretario si è dimesso pochi giorni dopo il 4 marzo. “Da allora – spiega Egidi – questo partito non ha discusso, manco delle mie dimissioni”. La scelta di lasciare ha una ragione: “Rimanere avrebbe significato concentrare l’attenzione su chi ha sbagliato e sugli errori commessi. Una discussione che non ci possiamo permettere, dopo essere arrivati al 19%.
Credevo che la mia avrebbe favorito il ritorno a una discussione più civile”. Previsione non proprio azzeccata.
“Ci ritroviamo con un Pd – ricorda Egidi – che dal 9 marzo, quando mi sono dimesso, non si confronta e non discute”. Nemmeno sulla rappresentate nominata in giunta regionale. “Faccio i migliori auguri all’assessora viterbese – spiega Egidi – spero che regga cinque anni, ma per come ho letto la costruzione della giunta e della vicenda politica, penso che sia una funzione a tempo”.
Non è piaciuto modo e metodo. “Si nomina una giunta per interposte persone – osserva Egidi – nel rapporto diretto con il singolo. Si chiama il consigliere regionale eletto, che si definisce unico superstite nel viterbese e si concorda l’assessore. Un qualcosa che non si fa nemmeno nell’ultimo paese della provincia di Viterbo.
Le collocazioni istituzionali come se fossero sul mercato”.
L’operazione di Zingaretti, che ha scelto assessori non tra i consiglieri eletti, è debole per Egidi: “Lo ha fatto per tenere fermo lo zoccolo duro del Pd, tagliando fuori personalità esterne. Ma il livello del presidente avrebbe dovuto essere un altro, accettare una sfida diversa, di maggiore livello”.
Si è preferito pensare positivo. “Sono scioccato – afferma Egidi – dalla lettura del dibattito sulle regionali. Si dice che abbiamo vinto. Ma siamo sotto in consiglio regionale”.
Pure la scelta degli alleati ha mostrato limiti e qualche incongruenza. “Prima delle regionali si rompe l’alleanza di governo con Beatrice Lorenzin e si sventola l’operazione con Leu. Peccato che adesso il partito sia fuori dalla giunta, mentre si cerca di costruire un ponte con Roberta Lombardi e i 5 stelle”.
Da Roma a Viterbo, dalla regione alla segreteria provinciale: “Chi nei mesi scorsi ha reclamato unità e collegialità ci metta un pezzo di faccia. Vada in via Polidori e ricostruisca Pd”.
Riferimento nemmeno troppo criptato all’area Panunzi. “La direzione nazionale deve aprire gli occhi, accompagnarci, aiutarci, guardando alle amministrative”. Un aiuto potrebbe arrivare dall’elezione unitaria di un segretario nazionale. Sarebbe il primo passo per ricostruire un partito oggi a pezzi.
“O capiamo come abbiamo fatto ad arrivare fin qui, altrimenti, mettendo la polvere sotto il tappeto non si risolve nulla”.
Prima degli auguri di Pasqua, ce n’è anche per l’ex deputato Alessandro Mazzoli. Un tempo i due erano sotto lo stesso ombrello politico del Pd. Mazzoli chiede le dimissioni di tutta la segreteria provinciale. “Forse fa finta di non sapere o meglio, di non ricordare, che quando lui si è dimesso da segretario regionale Pd, la segreteria è venuta via con lui.
Egidi si è dimesso e la segreteria non c’è più. Si è dimessa pure la presidente e adesso, per ovvie ragioni, lo farà anche il tesoriere”. E l’ultimo che esce da via Polidori, chiuda la porta.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY