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Cultura - Il narratore di comunità Antonello Ricci paragona la torre animata di Bassano in Teverina a un racconto di Borges - Domenica 8 aprile passeggiata/racconto

“È la Biblioteca di Babele in Tuscia”

di Daniele Camilli
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Bassano in Teverina - La torre dell'orologio

Bassano in Teverina – La torre dell’orologio

Antonello Ricci della Banda del racconto

Antonello Ricci della Banda del racconto

Il sistema di specchi all'interno della torre

Il sistema di specchi all’interno della torre

La torre dell'orologio

La torre dell’orologio

Una delle sculture all'interno della torre dell'orologio

Una delle sculture all’interno della torre dell’orologio

Viterbo – È la “Biblioteca di Babele in Tuscia”. La torre animata di Bassano in Teverina. Così l’ha ribattezzata Antonello Ricci, narratore di comunità, che domenica 8 aprile la racconterà da capo a piedi. Assieme al borgo cittadino. Una passeggiata nel centro storico. Appuntamento alla 10,30 di mattina, con partenza da piazza Nazario Sauro.

E chi non viene sbaglia, perché l’apertura della torre è straordinaria. L’occasione per vederla da vicino. Una torre cinquecentesca dove nel 1989 ne è stata scoperta una dell’XI secolo. Perfettamente intatta. Con archi, bifore e sculture aggrappate alle colonne, difficili ancora da decifrare.

Con Antonello Ricci, ci saranno anche il percussionista Roberto Pecci, l’attore Pietro Benedetti e l’antropologo Marco D’Aureli di Banda del racconto. “Sotto l’attenta guida – prosegue Ricci – dell’apprendista narratrice di comunità Simonetta Celli, Isabella Rosati e suo padre Urbano, passionisti infaticabili dell’attivo gruppo archeologico bassanese”.

In piazza anche il sindaco di Bassano Alessandro Romoli e Piattaforma 2.0 che ha organizzato l’evento.

La biblioteca di Babele è un racconto fantastico dello scrittore Jorge Luis Borges, pubblicato per la prima volta nel 1941 nella raccolta Il giardino dei sentieri. Una interminabile biblioteca modulare, così la racconta Borges, che sviluppandosi attorno a se stessa come un alveare contiene in sé un numero di libri talmente alto da esaurire tutte le possibili combinazioni linguistiche dell’alfabeto. 

“Una torre di serie superiore – spiega Ricci – la fodera esterna militaresca cinquecentesca che racchiude un fulgido campanile romanico a più ordini, bifore e poi trifore, con suggestivi quanto enigmatici telamoni. Un luogo di fascinazione davvero borgesiana, una specie di Biblioteca di Babele in Tuscia impreziosita da un felice allestimento a specchi, che moltiplica la luce, creando l’illusione di interni che per vie di strano-anello si specchiano nel proprio esterno. Un vero labirinto ottico, che disorienta ed esalta la nostra bussola-percezione-esperienza dello spazio quotidiano, schiudendo le porte di un viaggio nel tempo senza pari”.

Daniele Camilli


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30 marzo, 2018

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