Viterbo – Politica e immigrazione: effetto Brexit nei comuni della Tuscia.
A riportarlo è Infodata del Sole 24 ore che per “effetto Brexit intende quel fenomeno per cui le forze politiche che hanno posizioni più rigide nei confronti degli immigrati ottengono maggiore consenso laddove di immigrati ce ne sono meno”.
Anche il 4 marzo – si legge nell’aricolo – si è assistito all’effetto Brexit. “Almeno per quanto riguarda il voto della Lega in due regioni come la Lombardia e il Veneto”. Ma anche in alcuni comuni della Tuscia. Si tratta, come riporta l’articolo, di “Ischia di Castro (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,992 e differenza voto Lega: 5,50), Villa San Giovanni in Tuscia (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,735 – Differenza voto Lega: 3,55), Marta (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,308 – Differenza voto Lega: 3,66), Bolsena (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,343 – Differenza voto Lega: 6,16), Castiglione in Teverina (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,817 – Differenza voto Lega: 0,09), Lubriano (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -2,131 – Differenza voto Lega: 10,46), Civitella d’Agliano (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,791 – Differenza voto Lega: 4,06), Vitorchiano (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,483 – Differenza voto Lega: 2,92), Soriano nel Cimino (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,482 – Differenza voto Lega: 0,95) e Vasanello (Differenza % residenti stranieri (2012-2016): -0,042 – Differenza voto Lega: 1,49)”.
“Infodata – si legge – ha scelto di concentrarsi sui quattro principali: oltre alla Lega, il M5S, Forza Italia e il Pd. E li ha rappresentati come differenza rispetto alla percentuale ottenuta a livello nazionale. Dall’altra, invece, gli stranieri. Utilizzando i dati Istat, abbiamo calcolato la differenza nella percentuale di immigrati residenti in ogni comune d’Italia tra il 2016 (ultimo anno per cui sono disponibili) ed il 2012. In questo modo è stato possibile visualizzare le realtà in cui la presenza di stranieri sul totale della popolazione è cresciuta o è diminuita”.
Une fenomeno “che si è visto per la prima volta al referendum per la permanenza del Regno Unito all’interno dell’Unione europea. Quando il ‘leave’, l’addio all’Ue, vinse nelle zone con una minor percentuale di residenti stranieri, dopo una campagna elettorale all’insegna del ‘Bring back our borders’. Ovvero, riprendiamoci i confini”.
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