Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - La storia di un 56enne che lavorava all'ospedale di Belcolle arrestato per aver contraffatto la laurea: "Ho sbagliato, scusatemi"

Da falso medico a medico…

di Raffaele Strocchia
Condividi la notizia:

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

La discussione della tesi di laurea di Kiriakos Anastassopoulos

Viterbo – Arrestato nel 2005 per aver falsificato la laurea in medicina, “dopo mesi ai domiciliari e anni di studio ora sono dottore in medicina e chirurgia”. Kiriakos Anastassopoulos lo racconta a Tusciaweb, dopo la proclamazione del 31 gennaio scorso all’università la Sapienza di Roma. 104 su 110 la valutazione, grazie a una tesi sull’uso delle benzodiazepine e sulle apnee notturne discussa a conclusione di un percorso di studi presso la facoltà di farmacia e medicina.

Nato ad Atene, in Grecia, il 27 marzo di 56 anni fa, negli anni ’90 si trasferisce in Italia per vivere nel Viterbese. “Qui – spiega Anastassopoulos – c’era una scuola d’italiano”. Nel 2005, mentre risiede a Vetralla, il suo nome finisce sulle prime pagine dei quotidiani locali per aver falsificato la laurea in medicina. “Per alcuni mesi – ricorda – sono stato volontario al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle sotto la supervisione di un tutor. Non avevo uno stipendio né ho mai preso un soldo, perché il mio era un tirocinio. Tempo dopo la Asl mi ha offerto un posto di lavoro ad Acquapendente, e io per essere assunto ho consegnato dei documenti falsi in cui risultavo specializzato in anestesia e rianimazione”.

Ma un timbro vecchio e in disuso lo ha tradito. Anastassopoulos, che allora aveva 43 anni, lo aveva apposto su un verbale, falso anche quello, inerente a una violazione del codice della strada commessa da un suo amico che non voleva poi pagare la multa in cui era incorso. Nove mesi di indagine e poi l’arresto, eseguito dai poliziotti della stradale su disposizione del gip di Viterbo che aveva accolto la richiesta della procura (pm Fabrizio Tucci). “Per tre mesi – sottolinea Anastassopoulos – sono stato recluso in casa”. Quella casa in cui gli investigatori hanno trovato una montagna di timbri e documenti contraffatti. “Li ho falsificati io – ammette -. Ho fatto tutto da solo, usando la mia stampante. Il colpevole di questa triste storia sono io e solo io. Ma in ospedale, come medico, non ho mai lavorato. Nemmeno un giorno, perché dopo aver consegnato i documenti mi sono subito pentito e mi son chiesto: ‘Ma che hai fatto? Che stai facendo?’. E fortunatamente non ho mai fatto del male ad alcun paziente. E da allora non ho falsificato neppure una virgola, ritrovando la retta via”.

Nel 2006 Anastassopoulos si iscrive al corso di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia della facoltà di farmacia e medicina della Sapienza. “Mi sono messo sotto, perché ho capito di aver sbagliato – dice -. Dopo trentotto esami, dati in anni di studio perché nel frattempo lavoravo anche, il 31 gennaio scorso sono stato proclamato dottore. All’università della Capitale, dove mi sono trasferito e vivo, mi sono trovato benissimo. Soprattutto con i ragazzi; ero il loro decano. Ora dovrò fare un tirocinio di tre mesi per poter accedere alla prova scritta dell’esame di stato che ci sarà il prossimo 10 luglio all’università dell’Aquila. Se lo supererò, mi potrò iscrivere all’ordine dei medici ed esercitare la professione”.

Da un paio di anni Kiriakos Anastassopoulos è anche un cittadino italiano. “Ottenuta la cittadinanza ho pure cambiato nome, perché tenevo ad averne uno italiano. Quello che ho fatto nel 2005 non è stato giusto, ma ora mi sono laureato e volevo chiedere scusa. Scusatemi tutti, ma alla fine sono riuscito a correggere il mio errore”.

Raffaele Strocchia


Condividi la notizia:
20 marzo, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/