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Cronaca - Lo chiede Carlo Rienzi, presidente del Codacons, in una nota

“Filtri in mare, si indaghi per disastro ambientale chi gestisce impianto”

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I dischetti sulle spiagge italiane

I dischetti sulle spiagge italiane

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La società che gestisce l’impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele dovrà rispondere dei danni arrecati all’ambiente, dopo la risoluzione del mistero dei dischetti di plastica che hanno invaso le coste del Tirreno, e che sarebbero fuoriusciti a causa di un cedimento strutturale di una vasca dell’impianto. 

Nei giorni scorsi con un esposto alle procure di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia e Grosseto avevamo chiesto di aprire indagini sul territorio alla luce dell’ipotesi di disastro ambientale.

Ora che è stata accertata l’origine dei dischetti, la magistratura dovrà indagare la società responsabile dell’impianto ubicato nella foce del Sele alla luce delle responsabilità legate al grave incidente, e gli operatori turistici e i soggetti danneggiati potranno costituirsi parte civile in un eventuale procedimento penale. 

La stessa azienda dovrà farsi carico delle spese di bonifica e depurazione delle coste invase dai filtri in plastica, e risarcire i danni provocati alla flora, alla fauna e all’ambiente delle aree coinvolte.

Carlo Rienzi
Presidente del Codacons


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23 marzo, 2018

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