Viterbo – (g.f.) – “La ripresa si sta consolidando”. Stato di salute delle piccole e medie imprese, Federlazio testa lo stato di salute. E il quadro clinico dell’indagine congiunturale del secondo semestre 2017 pare chiaro. La situazione è in miglioramento.
Lontano dal dire che la guarigione sia ormai prossima, Giuseppe Crea, direttore Federlazio mostra però analisi che fanno ben sperare.
“La ripresa si sta consolidando – spiega Crea – si registra un’ulteriore flessione del ricorso ad ammortizzatori sociali, oltre a una tenuta dell’export”. Livelli stabili anche per produzione e occupazione. Chi guarda ai paesi esteri va meglio degli altri.
Tuttavia, il 57% delle imprese non opera sul mercato internazionale. Chi lo fa, in gran parte ha una percentuale del fatturato riferibile a oltre confine, tra l’8% e il 10%.
Chi resta entro i confini, è per mancanza di risorse non solo finanziarie, ma anche umane (52,9%). “Questo ci fa pensare che le imprese – osserva Crea – opportunamente supportate, possono approcciare a un contesto internazionale”.
Fronte lavoro, rispetto ai primi sei mesi del 2017, il segno positivo è del 5,1%. Chi ha dichiarato una crescita dei livelli occupazionali passa dal 21,1% al 26,9%. “Al tempo stesso – osserva Mario Adduci – la cassa integrazione fa segnare un -58%. Nei sei mesi precedenti era -32%. A livello nazionale, il calo è del 33,6% e nel Lazio, pari -20,8%.
Tra le varie categorie, si registra una crescita di quella ordinaria (18,6%), probabilmente dovuta a eventi atmosferici. La straordinaria è a -76,2% e quella in deroga, -75%”.
L’accesso al credito per le imprese rimane complicato. “Le aziende che ne hanno fatto ricorso – osserva Crea – è del 36,4% e cala dal 37,2%”. C’è chi ha presentato domanda, ma se l’è vista respingere dall’istituto di credito, circa il 4%, ma nel 2014 arrivavano al 10%.
Aumenta, ma ancora su livelli non eccelsi, l’utilizzo di fondi per la formazione, tra pubblici e interprofessionali. Il 6% delle imprese viterbesi interpellate ha dichiarato d’avere utilizzato quelli pubblici e il 12% quelli interprofessionali.
“La ripresa dell’occupazione – spiega il presidente Giovanni Calisti – si vede in modo più evidente rispetto ai primi sei mesi del 2017, così come, però lo scarso ricorso ai fondi per la formazione professionale, seppure il dato sia in crescita.
Ci troviamo come imprese a operare in un sistema paese che non brilla in leggerezza del carico fiscale e dell’apparato normativo”. Aspetti per i quali ci si aspetta che la politica si muova nella giusta direzione.
“Una cosa intanto la chiediamo con voce forte – sottolinea Calisti – scongiurare l’aumento dell’Iva, che penalizzerebbe la domanda interna. E poi, ci diano una mano con la burocrazia e facciano in modo che ci sia maggiore dignità per chi arriva da noi, a cominciare dalla strade e poi tutto il resto”.
Il campione d’imprese viterbesi che hanno risposto sono 46.
– Giovanni Calisti: “Scongiurare l’aumento dell’Iva”
Documenti: Indagine congiunturale secondo semestre 2017
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