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Viterbo - Completato il secondo murale ispirato alla fiaba del Piccolo principe - Finanziato col taglio al gettone di presenza di Chiara Frontini - Il progetto va avanti

Nell’incanto di Sant’Angelo, il paese delle fiabe

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Il murale del Piccolo principe a Sant'Angelo

Il murale del Piccolo principe a Sant’Angelo

Foto di gruppo davanti al murale del Piccolo principe a Sant'Angelo

Foto di gruppo davanti al murale del Piccolo principe a Sant’Angelo

Il murale del Piccolo principe a Sant'Angelo

Il murale del Piccolo principe a Sant’Angelo

Il murale di Alice a Sant'Angelo di Roccalvecce

Il murale di Alice a Sant’Angelo di Roccalvecce

Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi

Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi

Il murale di Alice a Sant'Angelo di Roccalvecce

Il murale di Alice a Sant’Angelo di Roccalvecce

Il murale di Alice a Sant'Angelo di Roccalvecce

Il murale di Alice a Sant’Angelo di Roccalvecce

Viterbo – (g.f.) – Nell’incanto di Sant’Angelo di Roccalvecce, il paese delle fiabe.

I primi due tasselli di un progetto che parte dallo stupore e dalla magia per portare interesse e visitatori nella frazione di Viterbo sono stati posizionati. Per arrivare al lieto fine ci vuole ancora un po’, ma la buona volontà non manca. La fiaba si è arricchita di un secondo capitolo, ovvero, un secondo murale, di un progetto che ne comprende una ventina, lungo le vie del paese. Ognuno ispirato a una favola.

– Fotogallery: I murales a Sant’Angelo di Roccalvecce

Tutto è iniziato con Alice nel paese delle meraviglie. Le pennellate sull’edificio di un’abitazione, dall’idea di Gianluca Chiovelli (Associazione Acas) e di altri residenti, hanno dato colore al progetto, grazie al sapiente lavoro dell’artista Tina Loiodice. “Nuova vita nella favola – spiega Loiodice – i murales servono a questo. In Alice, i bambini vogliono qualcosa di diverso per il paese. Noi portiamo avanti questo sogno, sperando che si realizzi”.

L’idea è arrivata a Chiara Frontini (Viterbo 2020). Subito piaciuta, è stato deciso d’utilizzare parte dei soldi dei gettoni di presenza da consigliera comunale per finanziare il secondo murale. Stavolta ispirato al Piccolo principe.

Un’idea semplice, in grado d’attrarre attenzione e curiosità. Forse per questo, dopo averla depositata in comune, avere ricevuto pacche sulle spalle da sindaco e vice sindaco nel luglio del 2017, il nulla.

“È stata presentata – dice Chiovelli – ricevendo apprezzamenti, ci sono stati sindaco e vice sindaco, ma poi niente, da luglio 2016”. Non per questo a Sant’Angelo si sono arresi, tutt’altro. Con Viterbo 2020 ha preso vita il secondo dipinto e in estate, saranno organizzate cene per finanziare un terzo e così via. Il costo dell’operazione è accessibile, attorno ai 1200 euro a dipinto.

“Quando siamo venuti a conoscenza dell’iniziativa – racconta Alfonso Antoniozzi, che di Viterbo 2020 sarà assessore alla Cultura in caso di vittoria alle comunali – avevamo da parte ancora soldi dal taglio del gettone presenza, e ci siamo detti: quale migliore occasione per utilizzarli, aiutando gli abitanti della frazione in un’iniziativa partita proprio da loro?

Abbiamo finanziato il secondo lavoro, se ci dovesse capitare di amministrare la città, integreremo il percorso finanziando altri murales, per far diventare Sant’Angelo il paese delle fiabe. Magari con una rassegna di teatro ragazzi, una fiera del libro per l’infanzia e dei giochi”.

Un’amministrazione accorta, questo dovrebbe fare: “Sostenere iniziative del genere, forti e vincenti, ma soprattutto partite dal basso, da chi ci abita. Sarebbe stupido non supportarle”. Un assessorato alla Cultura, questo dovrebbe fare. “Dovrebbe essere un facilitatore di ciò che accade – osserva Antoniozzi – un luogo dove si parla d’idee, trovando il modo d’attuarle e non come accade oggi, dare 500 euro di contributi per farti stare zitto”.

I murales hanno una storia dietro: “Siamo partiti – spiega Gianluca Chiovelli – dalla considerazione che il nostro centro non ha luoghi attrattivi e il territorio langue. Così, ci siamo chiesti cosa potevamo inventarci per attirare nuove forze. I murales sono arte popolare, piacciono a un pubblico molto vasto e il tema della fiaba abbraccia tutte le età. Potremmo dare vita a una Bomarzo dell’arte popolare, da affiancare alla riapertura di percorsi naturalistici, che qui sono molto belli”.

Un modo per rendere vivo il centro che oggi conta circa 120 abitanti. “Un’iniziativa che parte dal basso – osserva Chiara Frontini – da chi vive qui.

Le frazioni per noi da sempre sono fondamentali nella nostra visione della città. Il turismo a Viterbo deve crescere, ma non solo in centro. Per far restare turisti più a lungo occorre allargare agli ex comuni e poi alle altre realtà”.

Il murale realizzato è un piccolo ma importante segnale. “Se un consigliere comunale – osserva Frontini – con i soldi tagliati dal gettone di presenza ha potuto fare questo, immaginate cosa si potrebbe fare avendo la possibilità di gestire iniziative simili dal punto di vista amministrativo. È un segnale che spero sia raccolto nel modo giusto”.


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26 marzo, 2018

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