Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono un dipendente dell’ufficio tecnico del comune di Viterbo e pertanto posso dire che a Valle Faul non vi è un parcheggio ma un’area pubblica realizzata con i fondi europei destinati alla riqualificazione urbana.
Quella persona che viene etichettata e/o definita “parcheggiatore” è lì da tempo a chiedere un aiuto, una carità per sopravvivere, lo dice e lo specifica ogni volta che qualcuno gli chiede il perché delle sue richieste di spiccioli. Specifica sempre che il parcheggio è gratuito e lo è a tempo indeterminato.
Sono anni che lo vedo e lo conosco bene, non è insistente e nessuno è obbligato o “deve” pagare.
Non ci sono litigi da evitare di prima mattina come scritto e tantomeno c’è da temere alcun danneggiamento. Questi fanno parte di una mentalità retrogada e con pregiudizi di chi, non conosce e/o non vuol accettare chi è diverso da loro e che nella vita si ritrova per strada senza un lavoro a 60 anni.
E’ possibile che ci siano persone che oggi non vivono la realtà che ci circonda? Pagare il pizzo è un’affermazione pesante e infamante da dare a qualcuno che chiede la carità alla luce del sole.
Io lo vedo quando informa le persone sul luogo e sulla città, come quando parla del territorio della Tuscia con affabilità e conoscenza, rendendosi utile ricambiando così chi gli dà qualcosa.
Tante sono le persone che lo conoscono e che lo vogliono aiutare di propria volontà senza pregiudizi o timori di danneggiamenti. Noi che ci parliamo da tempo ne conosciamo l’intelligenza e la cultura oltre alla sensibilità, ha a cuore la sorte di una dozzina di gatti che governa quotidianamente con i pochi soldi che rimedia, ha registrato una colonia felina a suo nome alla Ausl e al comune diventandone responsabile.
Per cui a chi ha paure e timori dico di fermarsi e scambiare due parole con “l’altro, il diverso”.
Sisto Rossi
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