Viterbo – (g.f.) – Pd viterbese. Per ora, tutto in mano a Tiziana Lagrimino.
Con le dimissioni del segretario provinciale Andrea Egidi, a tirare le redini del partito, almeno fino all’assemblea nazionale di metà aprile, tocca alla vice. Aiutata, magari, da un gruppo che dovrà guidare la transizione.
Ma per capire se sarà formato e da chi sarà composto, c’è da aspettare, visto che la direzione provinciale in programma per venerdì è stata rinviata a data da destinarsi. Probabilmente la prossima settimana.
Tra i Democratici della Tuscia, la situazione resta piuttosto ingarbugliata. Una riunione a Roma con le segreterie provinciali ha stabilito che le dimissioni restano congelate, ma nei casi in cui i diretti interessati non intendano fare un passo indietro, ci sono i vice, con un gruppo d’appoggio. A loro il compito di governare la delicata fase. Che non dovrebbe essere troppo lunga.
Poi, deciderà l’assemblea nazionale.
Tuttavia, a Viterbo c’è chi vorrebbe da subito scelte più radicali. Azzeramento totale della segreteria, quindi cambio anche della vice.
Contrasti e frizioni, scorie dell’esito di un voto particolarmente sfortunato per il Pd. Col rischio che se i contrasti non dovessero ricomporsi, si potrebbe andare al commissariamento.
Tanto per complicarsi ancora di più la vita, in una fase delicata, alle porte di un’altra tornata elettorale, le comunali in particolare nel capoluogo.
Il successore di Andrea Egidi lo dovrebbe scegliere l’assemblea provinciale. Altrimenti, il congresso.
Incertezze tante, a cominciare dai tempi. Un accordo sarebbe la via più semplice, ma le cose facili dalle parti di via Polidori non sono mai piaciute molto.
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