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Viterbo - Il viterbese Stefano Mei ha vinto il premio internazionale San Pio da Pietrelcina per i volontari di protezione civile

“Quando me lo hanno detto ho pianto per tre giorni”

di Daniele Camilli
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Perugia - Stefano Mei

Perugia – Stefano Mei

Perugia - Il momento della premiazione di Stefano Mei

Perugia – Il momento della premiazione di Stefano Mei

Viterbo - Mezzi di soccorso al lavoro

Viterbo – Roberto Tisbi durante la nevicata di febbraio

Viterbo – Si chiama Stefano Mei, è viterbese e fa parte del gruppo di protezione civile TusciaViterbo. È lui il vincitore della prima edizione del “Premio internazionale San Pio da Pietrelcina per i volontari e le associazioni di volontariato di protezione civile”. È stato infatti proclamato volontario dell’anno dall’associazione di volontariato San Pio da Pietrelcina e premiato domenica scorsa a Perugia nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori.

“Sono felicissimo. Quando me lo hanno detto ho pianto per tre giorni – racconta Stefano Mei -, e voglio dedicare questo premio a Danilo Bruni, a TusciaViterbo e alla mia famiglia, a mia moglie Patrizia e mio figlio Gianmarco che mi sono sempre stati vicino con tutto l’amore del mondo”.

“Il Premio – sta scritto nel bando dell’associazione che porta il nome di Padre Pio – è destinato a coloro che, immedesimandosi nel prossimo, realizzano la vocazione del volontario di protezione civile: soccorrendo, lasciandosi prendere dalle esigenze delle vittime delle calamità e delle tragedie che colpiscono il nostro territorio, mettendo da parte le proprie esigenze e considerando priorità assoluta i bisogni degli altri. Il Premio è attribuito a persone e associazioni che si sono distinte per un particolare comportamento o in una particolare occasione emergenziale e/o assistenziale e/o formativa”.

Stefano Mei è emozionantissimo. La sua non è stata una vita semplice. Un terribile incidente nel 2006 gli ha cambiato completamente l’esistenza. “Sono stato 47 giorni in coma – spiega il vincitore del premio -, 7 mesi d’ospedale e due anni con le stampelle. Alla fine ho dovuto lasciare anche il lavoro. Una volta svegliato dal coma credevo che fossero passati 18 anni e di essermi perso tutta l’adolescenza di mio figlio che all’epoca dei fatti aveva solo otto anni. Invece il giorno che ho ripreso a respirare da solo era passato poco più di un mese. Quel giorno era il 19 marzo, festa del papà”.

Stefano Mei oggi è un invalido Inail e all’interno di TusciaViterbo riveste il ruolo di vice presidente. È anche dirigente della squadra di calcio della Fulgor Tuscania.

“Il gruppo ha preso molto a cuore la storia di Stefano – aggiunge Roberto Tisbi, presidente dei volontari di protezione civile TusciaViterbo che ha proposto la candidatura – un ragazzo che, dopo l’incidente che ha avuto nel 2006, si sentiva inutile alla società.. Per lui il mondo era tutto nero e non aveva più voglia di vivere. Oggi, grazie al gruppo, Stefano è tornato di nuovo in sella. Siamo fieri di lui, è un onore averlo con noi”.

Daniele Camilli 


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20 marzo, 2018

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