Viterbo – “Renzi delinquente seriale che ha distrutto la sinistra, va processato politicamente”.
Ha aspettato che passasse il 4 marzo, poi a urne chiuse e dato acquisito, Ugo Sposetti, ormai quasi ex senatore Pd di Viterbo, spara a zero sul segretario nazionale del partito, contro le sue dimissioni congelate, non risparmiando nemmeno Massimo D’Alema, autore del fallimentare progetto di Liberi e Uguali.
In un’intervista al Corriere della sera, Sposetti ne ha per tutti. Ma il principale obiettivo rimane il segretario. “A Renzi va impedito di fare altri danni a se stesso, al partito, alla sinistra, al Paese”.
Men che meno, Renzi per Sposetti può gestire la delicata fase politica, dopo il crollo del Pd e il complicato passaggio parlamentare.
“Renzi e l’attuale direzione del Pd osserva Sposetti – non sono degni d’affrontare il dibattito su quello che dovrà fare il partito. Sono indegni. Lui e la sua cerchia sono delinquenti seriali che hanno distrutto la sinistra e rotto l’idea di comunità. Proporrò la costituzione di Comitati 5 marzo per la rinascita del Pd. I circoli devono autoconvocarsi, esaminare il risultato elettorale, elaborare proposte Renzi va processato. Ha capito bene, processato”. Concetto chiaro.
La pesante sconfitta, secondo il tesoriere Ds ha una sola spiegazione: “È figlia di arroganza politica, boria, pressappochismo, visione miope”.
Sposetti diffida delle dimissioni di Renzi. “Ma quali dimissioni? Tutto quello che sta facendo Renzi in questi giorni e in queste ore – spiega al Corriere Sposetti – è dettato da un vero e disgustoso attaccamento alla poltrona. Per questo non esiste altra via che quella di un vero e proprio processo politico a Renzi da parte della nostra gente”.
Sposetti non risparmia nemmeno Massimo D’Alema. C’eravamo tanto amati. “La scissione è stata sbagliata e infatti ha generato risultati disastrosi”.
Quindi, svela un retroscena che risale alla formazione delle liste. “La sera delle candidature si sono accorti che non avevano un numero sufficiente di donne nelle liste e le hanno inzeppate di pluricandidature della Boschi, della De Giorgi.
Tutto per eleggere altri maschi fedeli e senza che le donne alzassero un dito per protestare contro questo scempio. Ma è politica, questa?”. Peccato che l’episodio esca solo oggi, a cose fatte. Come ormai è fatta pure per l’elezione di Pier Ferdinando Casini a Bologna, candidato dal Pd.
“Casini ha profanato le case del popolo – asserisce Sposetti – e io, dov’è passato Casini, adesso devo andare a pulire”.
Ma non tutto è da buttare. Nel Lazio ad esempio, c’è la riconferma di Zingaretti. “Da cittadino, spero che continui a governare bene e da militante apprezzo la sua capacità d’avere tenuto insieme la sinistra, portandola alla vittoria”.
Poi l’ex senatore svela di non avere paura dei 5 stelle. “Ho osservato i 5 stelle. Sono migliorati molto negli ultimi cinque anni. Non sono pericolosi. Io non li ho mai considerati un pericolo”.
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