Viterbo – La sporcizia messa nel sacco. O meglio, in tanti sacchi. Almeno seicento, stando agli organizzatori dell’iniziativa che stamani ha coinvolto quasi duemila persone tra studenti, associazioni e due Cas, con un centinaio di migranti impegnati in zone degne di particolare attenzione.
In tanti hanno risposto all’appello del comitato Puliamo Viterbo. Sfidando il forte vento e le temperature glaciali, nonostante il sole, da stamani alle 9 e fino alle 11,30 e suddivisi in zone, hanno dato una pulita alla città. Ma soprattutto alle coscienze di chi sporca.
L’obiettivo non era tanto raccogliere rifiuti, ma lanciare un messaggio per mantenere pulita la città. Suddivisi in gruppi, con guanti, sacchi e mascherine, hanno girato in largo e lungo all’interno del centro storico.
“Sono stati raccolti – spiega Paola Mangano del comitato – almeno seicento sacchi. Ovviamente non tutti pieni”.
Comunque un bel risultato. “Sono stati duecento i gruppi nel centro storico, ognuno aveva tre sacchi, uno per l’indifferenziata, gli altri due per plastica e metalli. Al Sacrario sono stati raccolti ed erano già stati suddivisi”.
Studenti, tre gli istituti superiori che hanno risposto, santa Rosa, Savi e Buratti, ma anche cittadini e associazioni. “Pure due Cas – continua Mangano – cento migranti che hanno dato una mano determinante.
Sono stati conferiti moltissimi rifiuti. I ragazzi hanno preso la cosa molto sul serio”. L’obiettivo era uno: “Mantenere la città pulita, non pulirla, per quello ci sono gli addetti. Il messaggio era questo. Tutto ciò che è a terra lo vedo e lo raccolgo.
È andato tutto bene, nessun inciampo e vorrei ringraziare la polizia municipale e ovviamente Viterbo Ambiente, il grosso lo faranno loro.
Tutto è nato dal comitato spontaneo con Giulio Della Rocca, cui si sono aggregate una quindicina di persone. Un ringraziamento anche alle Acli. Si sono messi a disposizione in modo gratuito e disinteressato”. Iniziativa patrocinata dalla consulta comunale del volontariato.
Finita la raccolta, festa grande a piazza del Comune, si sono ritrovati lì. Ringraziamenti a suon di musica. Un’iniziativa da non cestinare, semmai da raccogliere e replicare.
Giuseppe Ferlicca
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