Viterbo – (g.f.) – Elezioni comunali, si vota il 10 giugno. Eventuale ballottaggio, il 24.
La data è stata fissata con decreto dal ministro dell’Interno Marco Minniti.
Nella Tuscia si vota a Viterbo, ma non solo nel capoluogo. A tornare alle urne, i comuni in tutto sono cinque.
Oltre a Viterbo con l’uscente Leonardo Michelini, che ha già ufficializzato di non volersi ripresentare, c’è Sutri, dove il sindaco Guido Cianti è alla fine del suo secondo mandato.
Altri centri chiamati alle urne sono Vallerano, con Maurizio Gregori e la vicina Vignanello di Vincenzo Grasselli, tutti e due alla loro prima esperienza a capo dei rispettivi comuni.
La quinta amministrazione al voto è Valentano. Il centro in riva al lago va a elezioni anticipate. Francesco Pacchiarelli è stato confermato sindaco nel 2016, ma problemi di salute lo hanno costretto ad allontanarsi e poco tempo dopo sono arrivate le dimissioni del consiglio e poi il commissario prefettizio per traghettare l’amministrazione alle urne.
Quattro su cinque dei comuni sono d’area centrosinistra, a partire da Viterbo. Unica eccezione fra quelli al rinnovo, è Sutri.
In tutto il Lazio, sono 43 i comuni dove si vota.
Tra i più grandi, Fiumicino, governata dall’ex vice presidente della regione Esterino Montino (Pd), Pomezia, con a capo Fabio Fucci del Movimento 5 stelle, Anzio, Santa Marinella, Velletri, quindi Aprilia e Formia in provincia di Latina e Ferentino in provincia di Frosinone.
In tutta Italia, la tornata elettorale interessa 797 amministrazioni, di cui 114 comuni “superiori”, ovvero con più di 15mila abitanti e 683 “inferiori”, 21 i capoluoghi di provincia, fra cui Siena, Brescia, Ancona, Teramo, Avellino, Udine, Imperia, Sondrio, Brindisi, Catania, Messina, Pisa, Vicenza, Treviso.
A questi si aggiungono i consigli circoscrizionali III e VIII del municipio di Roma Capitale.
È la Sicilia, la regione con il maggior numero di comuni al voto, seguita da Lombardia e Campania.
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