Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Dati Istat presentati dal presidente Giorgio Alleva nella lezione magistrale per l'inaugurazione dell'anno accademico Unitus

Una laurea allunga la vita di 4 anni

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Alessandro Ruggieri e Giorgio Alleva

Alessandro Ruggieri e Giorgio Alleva

Viterbo - Unitus - L'inaugurazione dell'anno accademico

Viterbo – Unitus – L’inaugurazione dell’anno accademico

Viterbo - Unitus - L'inaugurazione dell'anno accademico

Viterbo – Unitus – L’inaugurazione dell’anno accademico

Viterbo - Unitus - L'inaugurazione dell'anno accademico

Viterbo – Unitus – L’inaugurazione dell’anno accademico

Alessandro Ruggieri

Alessandro Ruggieri

Giorgio Alleva

Giorgio Alleva

Viterbo - Unitus - L'inaugurazione dell'anno accademico

Viterbo – Unitus – L’inaugurazione dell’anno accademico

Filippo Tortoriello

Filippo Tortoriello

Viterbo - Unitus - L'inaugurazione dell'anno accademico

Viterbo – Unitus – L’inaugurazione dell’anno accademico

Viterbo – Studiare allunga la vita. Quattro anni in più, in caso di laurea. Non è matematico, ma statisticamente provato.

I numeri dell’Istat parlano chiaro e li ha illustrati Giorgio Alleva, presidente dell’istituto nazionale di statistica, nella lezione magistrale per l’inaugurazione dell’anno accademico Unitus, stamani all’auditorium a santa Maria in Gradi.

Inaugurazione dell’anno accademico all’Unitus

“Alla nascita – spiega Alleva – si calcola un’attesa di vita di quattro anni in più per i laureati, un vantaggio che riguarda in misura maggiore gli uomini”.

Non c’entra solo il titolo di studio, ma elementi comunque a esso collegato. “Riguarda tutto quello che può significare avere più conoscenza – precisa Alleva – quindi stili di vita e comportamenti diversi, oltre, ovviamente, a condizioni economiche migliori”.

Una maggiore consapevolezza sui danni, ad esempio, del fumo o sull’eccesso di peso, contribuiscono a fare la differenza.

Una laurea vuol dire pure più occupazione. Quando si è in cerca di lavoro, il titolo conta. “Il lavoro è un tema rilevante – spiega Allevi – il tasso è più alto tra gli occupati. A fronte di un tasso generale del 58%, i laureati o con percorsi post laurea arrivano al 78,3%”.

Un quadro che si ripropone anche considerando il tasso di disoccupazione, inversamente proporzionale rispetto al titolo di studio. Ancora si fa sentire la differenza di genere, con le donne occupate sotto il 50%. A una maggiore istruzione, secondo i dati Istat, corrisponde un reddito più alto. “Quello medio di una famiglia è pari a 29.273 euro – osserva Alleva – quello con laureati sale a 43.600, a fronte di diploma, pari a 33mila euro. Cifre che fanno registrare divari di genere e territoriali”.

Anche considerando la povertà assoluta, ovvero, famiglie con reddito inferiore a una vita dignitosa, pure il titolo di studio fa la differenza, seppure anche chi è in possesso di laurea si può trovare in situazioni di grossa difficoltà economica.

“La povertà – spiega il presidente Istat – è aumentata a prescindere dal titolo di studio, seppure meno tra le persone laureate, che sono passate dallo 0,9% al 4%. È tendenzialmente meno probabile essere poveri, al crescere del livello di studio”.

Un terzo dei laureati che trova un lavoro, poi, ha un’occupazione ottimale, ovvero con contratto standard, a tempo indeterminato o autonomo, con qualifica e da almeno otto mesi. E chi è in possesso di laurea ispira più fiducia.

A una domanda posta dall’Istat, su chi si ritiene che con maggiore probabilità restituirà un portafogli trovato, ci sono persone laureate, oltre a forze dell’ordine e vicini di casa.

La lezione ha chiuso l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università degli studi della Tuscia, una cerimonia che torna e durante la quale il rettore Alessandro Ruggieri ha illustrato i traguardi raggiunti e gli obiettivi, l’importanza della ricerca e l’attenzione sugli studenti, annunciando una prossima iniziativa, lezioni in alcune materie in lingua inglese. Richiesta che arriva da diverse parti.

Prima di lui, gli interventi Silvia Lucarini in rappresentanza degli studenti e Paolo Capuani per il personale dirigente e tecnico amministrativo.

Ospiti, rettori d’altri atenei del Lazio, autorità e in prima fila, Francesco Battistoni e Mauro Rotelli, neo eletti in parlamento. Per loro, la prima uscita ufficiale. Accanto, il prefetto Bruno e Marco Mancini del Miur, ex rettore dell’ateneo, che il suo successore ha salutato, ricordando il lavoro svolto in 14 anni, fino all’avvio di Giurisprudenza e Ingegneria nell’ultimo suo anno al vertice Unitus.

Prima uscita, ma per il loro secondo mandato, pure per i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Silvia Blasi, mentre tra gli ospiti anche Filippo Tortoriello, presidente Unindustria Lazio.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
20 marzo, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/