Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Un borgo che ha mille anni di storia e ospita 400 abitanti, Chia, rischia di scomparire per l’incuria di chi per anni non si è occupato di salvaguardarlo e tanto meno della salute dei suoi cittadini.
Giovedì 7 aprile, circa alle 22, via di Ripetta e le abitazioni che vi si affacciano vengono investiti dai detriti di un muro di contenimento e dal terreno che tratteneva. Fortunatamente nessun danno alle persone: “Tragedia sfiorata”.
Si cercano cause e responsabilità e si scopre che: esiste un progetto per la messa in sicurezza della collina e il recupero delle abitazioni che risale a diciotto anni addietro; esiste un ente, l’Ater, preposto alla sua esecuzione; esistono stanziamenti regionali, del 2011, ammontanti a otto milioni di euro; ad oggi nulla di concreto, o quasi, è stato fatto.
Il sindaco di Soriano, Chia ne è una frazione, in questi anni cosa ha fatto per stimolare l’Ater a realizzarlo? Il direttore, o i vari direttori, del predetto ente perché non si sono attivati? Da cittadino, che è voce della comunità, chiedo: quo usque tandem dovremo subire il silenzio e l’immobilismo delle autorità e dell’ente?
Se non fosse avvenuto il crollo nulla si sarebbe mosso visto che il nuovo direttore dell’Ater, dopo lo scarico di barile su chi incombesse l’onere di vigilare sulla tenuta del terreno, così come riferito dai cronisti di Tusciaweb, ha assicurato che prontamente sarà fatto quello che non è stato fatto nei diciotto anni precedenti.
Sommessamente ricordo che il borgo, tanto amato dal grande Pasolini, può divenire la piattaforma da cui rilanciare turismo ed economia, così come dimostrato da esperienze già fatte in comuni limitrofi.
Sommessamente chiedo/chiediamo di essere informati su modi e tempi di realizzazione, di essere interpellati e coinvolti visto che si tratta della terra in cui siamo nati e cresciuti e dove ci auguriamo che i nostri figli continueranno a vivere, se sarà data loro l’opportunità di farlo.
Formulo i migliori auguri al nuovo direttore dell’ente pregandolo di voler convocare, con i tempi e i modi che riterrà più opportuni, una pubblica assemblea per conoscerci e ascoltare la nostra voce.
Gianluca Inverni
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