Bassano in Teverina – La città invisibile riaffiora. A Bassano, che sta sul Tevere, dall’altro lato della provincia rispetto al suo omonimo Romano. Entrambe le città, di fatto, ai due confini della Tuscia. Entrambe collegate a Roma. La prima dal fiume, la seconda dal nome.
La città invisibile riaffiora, e domenica 8 aprile se ne darà il racconto. Il resoconto di una scoperta, magnifica, della Torre animata. Il racconto di un borgo. Partenza alle 10 e mezza di mattina in piazza Nazario Sauro. Condurrà il narratore di comunità Antonello Ricci.
Al suo fianco, il percussionista Roberto Pecci, la voce recitante di Pietro Benedetti, l’antropologo Marco D’Aureli. Tutti di Banda del racconto. Nel corso della passeggiata, pillole storiche e letture da parte dell’apprendista narratrice Simonetta Celli. Assieme a lei Isabella e Urbano Rosati del Gruppo archeologico bassanese. Il tutto con l’amichevole partecipazione di Fabrizio Cecchi, in arte “CheccoCello Castrum Vassani”. In campo anche il sindaco Alessandro Romoli e Piattaforma 2.0 che ha organizzato l’evento.
Alla scoperta del borgo e della torre cinquecentesca voluta dal cardinale Madruzzo che, in parte, ridisegnò pure il borgo di Bassano in Teverina. Al suo interno un’altra torre, questa però costruita tra il X e l’XI secolo. Evidente la fattura longobarda e la mano dei maestri comacini che, come si dice, si spinsero a lavorare fino in Svezia. Le maestranze ufficiali del regno Longobardo che molto probabilmente misero mano anche a Bassano, alla sua torre e forse anche alla chiesa dei Lumi che sta lì di fronte e dove i capitelli delle colonne richiamano lo stile di questi formidabili “maestri”. Un’arte essenziale capace di evocare nell’osservatore atmosfere suggestive e mistiche. Con tutti i suoi richiami a una cultura ancestrale legata al mondo Longobardo e pre romano.
Bassano in Teverina e la sua città invisibile. Quella che lo sguardo quotidiano non vede. Basta però fermarsi un attimo e guardare bene, con gli occhi giusti, per imparare e sapere che tra le case del borgo c’è una dimensione nascosta che racconta altre storie e linguaggi. Una nebbiolina a mezz’aria che s’infila in ogni sua via e tra i boschi che circondano il paese. Il richiamo a una cultura diversa con cui dovere fare i conti. L’impianto originario, che a Bassano sembra essere etrusco prima e longobardo poi.
La città invisibile. Non ha nulla a che fare con la sua opera, ma il richiamo a Italo Calvino non è casuale. Il richiamo a tutti i suoi personaggi, che sembrano proprio tutti sospesi a mezz’aria, come la nebbiolina che tra le vie del borgo e la torre animata dai Comacini a Bassano nasconde un’altra città. Invisibile allo sguardo di tutti i giorni. Tuttavia presente. Ne va solo raccontata la bellezza. E succederà domenica, 8 aprile.
Daniele Camilli
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