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Favori in cambio di sesso, undici anni all’ex pm Roberto Staffa

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L'ex pm della Dda, Roberto Staffa

L’ex pm della Dda, Roberto Staffa

Perugia – Sesso in cambio di favori, condannato a undici anni l’ex pm Roberto Staffa. 

Una sentenza pesante, arrivata dopo più di 14 ore di camera di consiglio. L’ex pm della Dda romana, Roberto Staffa, arrestato cinque anni fa, è stato condannato a 11 anni di reclusione. L’hanno deciso i giudici del tribunale di Perugia, poco dopo mezzanotte del 24 aprile. A carico dell’ex pm, la procura aveva chiesto la condanna a 10 anni e 6 mesi, contestando anche la concussione, accusa quest’ultima venuta meno.

Le accuse sono gravissime: corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatico e detenzione di materiale pedopornografico. 

Avrebbe consumato rapporti sessuali con donne e transessuali sotto indagine, anche in ufficio, concedendo favori in cambio di prestazioni intime. 

Staffa che ha rappresentato l’accusa in inchieste importanti (da quelle sulla mala del Brenta all’altra sugli aborti a Villa Gina) era finito in carcere nel gennaio 2013. L’arresto era stato preceduto dalla mancata riconferma alla Dda, a firma di Giuseppe Pignatone. Le indagini, a quel punto, erano approdate per competenza a Perugia e i magistrati Angela Avila e Giancarlo Fumu avevano fatto installare telecamere nascoste nella stanza di Staffa.


Importanti inchieste anche nel Viterbese

Staffa ha rappresentato l’accusa nel processo celebrato a Viterbo contro l’imprenditore agricolo di Ischia di Castro arrestato nel novembre 2009 per il presunto sfruttamento e riduzione in schiavitù di quattro suoi ex dipendenti romeni.

E’ stato inoltre titolare dell’inchiesta sfociata  nell’operazione Gullit, il blitz congiunto di finanza, polizia e carabinieri che, nel giugno del 2010, portò all’arresto di otto persone, accusate di aver dato vita a un traffico di stupefacenti di portata internazionale. 


Le indagini dei magistrati di Perugia

Era il 23 gennaio di cinque anni fa, quando i carabinieri si presentarono a casa del magistrato e perquisirono anche il suo ufficio a piazzale Clodio a Roma, dove erano state piazzate cimici e telecamere nascoste.

La prima ad accusare il pm, era stata una transessuale. Lo scandalo era emerso nel corso di un’inchiesta sulla prostituzione all’Eur. 

Staffa è accusato di avere avuto rapporti con alcune transessuali e di avere concesso loro, in cambio, permessi di soggiorno temporanei. In ufficio avrebbe avuto un incontro intimo anche con Laura Terrisi, la compagna di Consiglio Casamonica, dell’omonimo clan d’origine sinti. In cambio della prestazione, il pm si sarebbe impegnato a dare parere favorevole ai domiciliari a carico dell’uomo, che si trovava in carcere. Per questa vicenda, la Terrisi ha già patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione.

Silvana Cortignani


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