– Resta in carcere Roberto Staffa.
Il pm arrestato mercoledì con l’accusa di aver scambiato favori con sesso non lascerà il penitenziario di Capanne.
Lo ha deciso il gip di Perugia, dopo l’interrogatorio di garanzia di ieri. Staffa aveva negato di aver fatto sesso nel suo ufficio con donne e transessuali. Eppure quei rapporti furtivi e veloci sono stati filmati dalle telecamere piazzate dagli inquirenti perugini, al culmine di un’indagine iniziata più di un anno e mezzo fa.
Sarebbero sei i transessuali ricattati. Staffa si sarebbe adoperato per rinnovare loro i permessi di soggiorno o fargli ottenere colloqui con i detenuti. Il tutto in cambio di rapporti sessuali nel suo ufficio al quarto piano di piazzale Clodio. A inchiodarlo ci sono le dichiarazioni dei trans Janine, Larissa, Ully, Brenda e la testimonianza della donna del boss Consiglio Casamonica. Anche lei ha raccontato di essersi intrattenuta nell’ufficio di Staffa, per far scarcerare il suo amante.
L’ex pm della Dda ha negato ogni riga di quelle ottanta pagine di accuse. Il gip, però, non gli ha creduto e ha respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa del pm.
“Staffa – ha scritto il giudice – risulta essere diventato nel tempo un vero e proprio punto di riferimento per i transessuali clandestini che esercitavano la prostituzione, i quali sapevano di potere contare su di lui, accettando di prestarsi in cambio a rapporti sessuali con il magistrato che avevano luogo all’interno del suo ufficio in orario pomeridiano per favori di vario genere e precisamente per il rilascio di permessi di soggiorno per ragioni di giustizia per l’espressione di pareri favorevoli alla revoca delle misure cautelari o, in generale, per consigli concernenti le strategie processuali da adottare nei casi in cui i transessuali fossero coinvolti in procedimenti penali”.
Per il gip, il magistrato era “completamente schiavo delle proprie pulsioni”.
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