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Provincia - Durantini (Ust Cisl), (Canepina) Fit Cisl Viterbo e (Scatolini) Rsu ferrovia Roma-Viterbo chiedono un'intervento necessario per lo sviluppo del territorio viterbese

“Ferrovia Roma Nord, la regione batta un colpo”

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Elisa Durantini - Segretaria provinciale Cisl Viterbo

Elisa Durantini – Segretaria provinciale Cisl Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La segretaria Ust (unione sindacale territoriale) Cisl di Viterbo Elisa Durantini, il segretario Fit (categoria dei trasporti) Cisl di Viterbo Luigi Canepina, e le Rsu (rappresentante sindacale unitario) della ferrovia Roma Nord Eligio Scatolini ed Emanuele Salvatore, chiedono al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, quali impegni sulla ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo in concessione ad Atac spa intende assumere. 

La ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo (più comunemente chiamata Roma Nord) attualmente in esercizio è una linea regionale che collega Roma a Viterbo e che si snoda per circa 102 km di cui circa 50 interessano il territorio della Tuscia. Il suo tracciato, per la parte che insiste nell’area metropolitana di Roma Capitale, corre quasi parallelamente alla via Flaminia, mentre nel tratto che attraversa il territorio della Provincia di Viterbo essa si interseca con le strade provinciali toccando i comuni di Civita Castellana (16.418 abitanti), Fabrica di Roma (8.233 abitanti), Corchiano (3.807 abitanti), Vallerano (2590 abitanti), Vignanello (4.603 abitanti), Soriano nel Cimino (8.631) e Viterbo (67.488 abitanti) in cui vi sono ubicate le stazioni. 

La linea ferroviaria è di proprietà della regione Lazio che l’ha data in gestione, tramite contratto di servizio, alla società Atac spa proprietà del comune di Roma. 

Le note vicende finanziarie dell’azienda Atac che l’hanno portata a un concordato preventivo, che è un metodo per evitare il fallimento e salvare l’azienda trovando un accordo con i creditori, hanno imboccato una strada non proprio semplice da percorrere visto la risposta dei giudici al piano consegnato dalla società al tribunale. Piano concordatario ritenuto “inidoneo”, approssimativo e inadeguato dai giudici. Una sonora bacchettata per Atac. Il 30 maggio 2018 la società dovrà ripresentare il piano perfezionato nelle parti evidenziate dai giudici (22 pagine) e inviate al quartier generale di via Prenestina. È utile ricordare che per quanto riguarda le ferrovie concesse (Roma Viterbo, Roma Lido e Roma Giardinetti) l’Atac ha intenzione, come scritto sul piano di concordatario, di cessare la gestione nel 2019 alla scadenza del contratto di servizio. 

Proprio per questo siamo fortemente preoccupati: il 2019 è alle porte e la Regione Lazio rimane in silenzio. Quali sono le sue intenzioni? La Cisl è sempre stata a favore di un servizio di trasporto gestito dal pubblico che, se governato bene, può garantire sia la finalità sociale che margini di profitto da reinvestire. 

La ferrovia Roma Nord sin dalla sua origine ha vissuto momenti di precarietà ma, a differenza di altre linee ferroviarie, ha saputo reggere dando, anno dopo anno, un fondamentale contributo alla mobilità. Non è un ramo secco, al contrario, nel tempo ha aumentato il volume di traffico dei treni pur avendo infrastrutture e rotabili obsoleti. 

Siamo convinti che con investimenti mirati nelle infrastrutture e nelle tecnologie e adottando una programmazione migliore degli orari dei treni, questa linea può dare un grande contributo allo sviluppo del territorio della Tuscia. Contrariamente la chiusura, anche parziale e più volte paventata, avrebbe un impatto negativo su un bacino d’utenza che dal punto di vista demografico è in aumento. 

Di fatto proprio nel settembre del 2013, uno studio commissionato dall’assessorato ai Trasporti della provincia di Viterbo all’Università di Roma “La Sapienza” – studio particolareggiato sul potenziamento delle linee ferroviarie provinciali – suggeriva miglioramenti negli orari e nelle percorrenze al fine di valorizzare proprio questa linea ferroviaria, preferendola alla direttrice Viterbo Porta Fiorentina-Cesano-Roma Ostiense. 

Per quanto riguarda le infrastrutture la ferrovia è stata oggetto di attenzione da parte della regione Lazio che con la deliberazione 13 dicembre 2016 n. 765 della giunta regionale e degli assessori (bollettino ufficiale della regione Lazio n. 102 del 22.12.2016) approvava lo schema di “Accordo di programma tra la regione Lazio e il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e la rete Ferroviaria Italiana spa (RFI spa) per l’affidamento della gestione delle infrastrutture ferroviarie regionali – lido di Ostia e Roma-Civita Castellana-Viterbo – a Rfi spa ai fini del progressivo adeguamento agli standard ferroviari nazionali e successivo inserimento nel perimetro dell’Infrastruttura Ferroviaria Nazionale”. 

Dal punto di vista degli orari di servizio già nel 2013 l’azienda Atac cercò di apportare delle modifiche all’orario di servizio che conciliassero le esigenze manutentive del materiale rotabile e dell’infrastruttura a quelle della clientela. Fu redatto un orario di servizio i cui punti principali che lo caratterizzavano si riassumevano in: 

– Aumento delle corse urbane da 170 a 186 per i giorni feriali 

– Cadenzamento dell’orario urbano con frequenza dei passaggi a 10 minuti e 15 minuti secondo la fascia oraria con orari di partenza di facile memorizzazione 

– Prima partenza dal capolinea di Montebello per piazzale Flaminio alle 5,40 

– Riattivazione dell’intervallo manutentivo dell’infrastruttura nell’arco temporale mattutino (ad oggi non disponibile) 

– Potenziamento del servizio nella direzione Viterbo-Civita Castellana 

– Riduzione sostanziale dei ritardi a seguito di adeguamento delle percorrenze 

– Nuova programmazione del giro dei materiali rotabili a garanzia delle revisioni e delle manutenzioni del parco rotabili 

– Migliore distribuzione del Km*treno 

– Produzione globale in coerenza con il contratto di servizio. 

Soprattutto a differenza di oggi non c’erano treni con la cosiddetta “rottura di carico” (che non poco disagio provocano alla clientela) poiché i treni extraurbani arrivavano a Roma piazzale Flaminio, a Civita Castellana e a Viterbo senza subire cambi durante il tragitto. La documentazione con modifiche all’orario fu inviata alla Regione Lazio da Atac spa con protocollo 0062536 del 03.06.2013. Da allora nessuna risposta, l’orario è rimasto lo stesso e i problemi anche. Gli esposti dei vari comitati pendolari fatti alla Procura della Repubblica ne sono la prova. 

Vorremmo conoscere la motivazione per cui un orario di servizio che portava sostanziali modifiche a vantaggio delle manutenzioni e della clientela non è mai stato preso in considerazione, e soprattutto in quale punto del suo percorso il suo iter si è bloccato, se in quello della Regione Lazio o in quello di Atac spa. 

Domande cui vorremmo risposte, se non altro per rispetto dei contribuenti che con le tasse partecipano a mantenere il servizio di trasporto pubblico locale. 

Il trasporto ferroviario rappresenterebbe inoltre un risparmio energetico e causerebbe una minore quantità d’inquinamento, oltre a sviluppare il cosiddetto turismo ferroviario. Infatti La Roma Nord, proprio per il territorio che attraversa, ben si presta a questo tipo di turismo che oltretutto può essere effettuato con materiale rotabile d’epoca e fare da volano per l’occupazione e lo sviluppo locale. Ne sono esempio Fondazione FS e altre realtà interessate a questo tipo di linee di valore storico/paesaggistico che puntando sul turismo ferroviario hanno rivalutato e in alcuni casi riattivato alcune ferrovie, portando utili e creando occupazione. 

Un’ultima riflessione va fatta sulla rete ferroviaria che complessivamente interessa il viterbese, in altre parole sul progetto della Circumcimina. Un’idea fattibile quella di unire le tre linee interessate, due delle FS (Roma-Cesano-Viterbo e la Civitavecchia-Capranica-Orte) e una ex concessa (la Roma Nord), facilmente collegabili a Viterbo e a Fabrica di Roma fino a formare un’unica strada ferrata circolare, congiungendo così molti comuni facilitandone la mobilità. 

Siamo preoccupati per il silenzio della regione Lazio e in ansia per il concordato preventivo in atto nell’azienda Atac, per questo chiediamo al Presidente della Regione Lazio risposte certe per i lavoratori per quanto riguarda l’occupazione e per il territorio viterbese dal punto di vista di una mobilità sostenibile e garantita. Inoltre chiediamo un impegno a valorizzare il turismo ferroviario visto che laddove è stato fatto ha portato grandi benefici. 

Chiediamo alle parti sociali del territorio del viterbese, sindacati e associazioni, e agli enti locali di mobilitarsi e impegnarsi a mettere in piedi tutte le iniziative possibili al fine di sensibilizzare la politica verso soluzioni sulla mobilità concertate, piuttosto che studiate nelle stanze delle agenzie incaricate di pianificare la mobilità, Regionali o Comunali che siano, e che oltretutto non comunicano neanche tra loro. 

La ferrovia allunga la vita. 

Elisa Durantini 
Segretaria Ust Cisl Viterbo 

Luigi Canepina
Segretario Fit Cisl Viterbo 

Eligio Scatolini
Emanuele Salvatore 
RSU ferrovia Roma-Viterbo 


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27 aprile, 2018

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