Roma – Prima prova superata. Ma l’esame era facile e l’esito scontato. Le difficoltà arriveranno. Nel frattempo, l’undicesima legislatura in regione ieri mattina è partita. Con la nomina di presidente, vice presidenti del consiglio e segretari. Con strette di mano e sorrisi.
Fotogallery: Consiglio regionale, il giorno del debutto
Particolarmente di buonumore il presidente Nicola Zingaretti, meno allegri dalle parti di Forza Italia, dove si è consumata la spaccatura per l’elezione dei vice. Tra Palozzi e Simone ha avuto la meglio il primo.
Dalla Tuscia, tra i banchi, una “debuttante” e due conferme dalla Tuscia. La neo assessora alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli (Pd), fresca di nomina e i consiglieri Silvia Blasi (Movimento 5 stelle) ed Enrico Panunzi (Pd), al loro secondo mandato.
Ieri mattina, la più mattiniera è stata proprio la neo assessora. “Un’altra bella emozione – dice Troncarelli – sono da giorni qui in regione e sto prendendo contatto con tutto quello che riguarda questo nuovo ruolo, che è importante e complesso, andiamo avanti”.
Ci sarà da lavorare. Panunzi ne è cosciente. “La prima seduta – osserva il rieletto consigliere del Partito democratico – è stata di routine, con le varie nomine. Adesso, parte un lavoro per fare in modo di realizzare progetti, iniziative e su queste trovare le intese”.
Uno sforzo di mediazione e relazioni che il presidente Zingaretti dovrà tessere. Il centrosinistra ha vinto le elezioni, ma senza avere la maggioranza dei consiglieri. In pratica, ci sono tre minoranze. Centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 stelle.
“Per questo, attraverso un confronto – spiega Panunzi – occorre ricercare intese su iniziative concrete che interessano i cittadini”.
Cammino non facile. “La legislatura non sarà tranquilla – osserva Silvia Blasi (M5s) – conosciamo la situazione in maggioranza. Come gruppo, valuteremo volta per volta il da farsi. Ci interessano i temi dei cittadini del Lazio. Ci aspettiamo che Zingaretti cambi di molto la politica che fin qui ha condotto. Altrimenti, convergenze saranno difficili”.
I 5 stelle eleggono un rappresentante nell’ufficio di presidenza. “Un passo avanti – osserva Blasi – questo ci consentirà d’incidere sulle politiche regionali”.
Fa il suo debutto anche Sergio Pirozzi. Il sindaco di Amatrice è probabilmente quello che ha ricevuto il maggior numero di strette di mani. Pure dal centrodestra. Appare tranquillo al suo posto. In alto. Segna le distanze e lo fa pure nell’abbigliamento. È l’unico a non avere optato per giacca e cravatta ma per un più sportivo maglione e jeans.
Una prima giornata che qualche emozione l’ha regalata con l’elezione delle cariche istituzionali. Qualche sorpresa, amara per Forza Italia. Se il presidente Daniele Leodori (Pd) è stato confermato al terzo scrutinio con 29 voti, sulle vice presidenze si è consumato un mezzo trauma tra gli azzurri.
Si affrontavano Antonio Palozzi, vicino a Gasparri e Giuseppe Simeone, area Tajani. Il “prescelto” doveva essere quest’ultimo, ma alla prova dei voti è finita 11 per Palozzi e 9 a Simeone. Contando tutto il centrodestra, qualcuno ha dato una mano al di fuori della coalizione.
Adriano Palozzi, imprenditore nato a Marino, non è preoccupato. “Avevo chiesto al mio partito un metodo – dice il neo eletto vice presidente – io sono arrivato primo. Poteva non essere questo, ma ho chiesto di farmi capire quale fosse. Non ho accettato quello dell’imposizione e ho posto a tutta l’opposizione la mia candidatura. Con mia grande sorpresa è stata più gradita del metodo impositivo”.
A chi gli fa notare come una simile situazione appaia come una spaccatura, la replica è scontata: “Non è che appare – osserva Palozzi – è chiaro, siamo andati divisi su una votazione, ma io l’ho fatto portando avanti un principio. Spero che serva a essere di nuovo uniti.
Se sarà preso a pretesto per spaccare ancora di più, vorrà dire che c’è chi immagina come dividere sia meglio che unire. È finita l’epoca delle imposizioni, bisogna ragionare e condividere”.
L’altra vice presidenza va al Movimento 5 stelle, con Devid Porrello, ingegnere di Civitavecchia.
I tre consiglieri segretari sono Michela Di Biase, Gianluca Quadrana e Daniele Giannini.
Poco prima delle 14 tutto finito. Foto e interviste di rito. È ricreazione. Durerà poco.
Giuseppe Ferlicca
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