Viterbo – “Mammagialla, il 52% dei detenuti è di nazionalità straniera. E le presenze più numerose vengono da Romania e Albania”. Il dato emerge dal rapporto finale del progetto ‘Percorsi di assistenza socio legale per i detenuti stranieri’ realizzato da marzo 2016 ad aprile 2017 dalle Caritas del Lazio nelle carceri della regione.
Il titolo del report è ‘Un mondo in un altro’, ed è stato ripreso da una frase registrata durante l’intervista a un’operatrice socio legale della Caritas di Viterbo.
Il rapporto ha fotografato anche lo stato di Mammagialla. “La casa circondariale di Viterbo è stata aperta nel 1993. La struttura è costituita da tre padiglioni detentivi. Ci sono sei sale colloqui a norma, un’area verde e una ludoteca per gli incontri con i familiari. Il carcere è dotato inoltre di due campi sportivi, sei palestre, sei aule, un teatro, due biblioteche e due locali di culto. L’associazione Antigone (la onlus che si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale, ndr) afferma che si tratta di un ‘complesso di edifici molto grande, malstrutturato e mal gestito, in cui gli spazi per vivere e per muoversi sono ridotti al minimo’. Tutte le celle, costruite per una persona, sono predisposte per due con un letto a castello e lo spazio per muoversi è estremamente ridotto. Ci sono 432 stanze di detenzione e 612 detenuti presenti (31 gennaio 2017), a fronte di una capienza regolamentare di 370 posti. Ci lavorano 327 agenti di polizia penitenziaria a fronte di 405 previsti, e 5 educatori anziché 11 previsti.
La ludoteca per i bambini in visita ai papà – continua il report – è molto gradevole e attrezzata. Ubicata prima delle sale colloqui, è stata inaugurata a gennaio 2013. Oltre alle attività dei volontari, ci sono corsi istituzionali di alfabetizzazione e scuola secondaria di secondo grado (istituto tecnico e liceo di scienze umane) a cui sono iscritti complessivamente 66 detenuti. C’è inoltre un polo universitario con le facoltà di agraria, economia, statistica, giurisprudenza, lettere e scienze politiche con dieci iscritti complessivi. Le attività lavorative di manutenzione e pulizia sono gestite dall’amministrazione e coinvolgono 72 persone a turnazione mensile, ci sono inoltre attività si sartoria e falegnameria gestite da terzi che occupano 14 detenuti complessivamente. Vengono organizzate attività teatrali e sportive. L’istituto Buddisti organizza incontri che coinvolgono 120 detenuti, altri 120 detenuti partecipano agli incontri organizzati dalla comunità di sant’Egidio. Nell’istituto è assente la figura del mediatore culturale”.
Dal 2013 a Mammagialla è attivo un sistema di registrazione degli atti di autolesionismo. Nel 2014, “ci sono stati – riporta il report – in sei mesi 81 episodi di autolesionismo (popolazione media annua pari a 643, incidenza 12.5%). Ventidue persone hanno fatto dimostrazioni di sciopero fame, sete, terapia (incidenza 3.42%). C’è stato un suicidio nel 2009, uno nel 2012 e uno nel 2013”.
Nel rapporto anche il commento di Tshiela Lukusa, l’operatrice socio legale della Caritas di Viterbo che al rapporto ha dato il titolo. “Il carcere di Viterbo è una situazione molto particolare – dice – perché quasi tutte le persone detenute non sono di Viterbo. Molti chiedono di poter lavorare. Soprattutto gli stranieri sono in difficoltà, ma ci hanno chiamato anche gli italiani. C’è veramente tanto bisogno”.
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