Viterbo – (g.f.) – In un anno, raccolte 14.394 sacche di sangue a Viterbo, su un totale nel 2017 in tutto il Lazio, di 78.670. Numeri che sono vita, perché il sangue è una medicina che può salvarla.
L’Avis tira le somme in occasione della 53esima assemblea del Lazio, quest’anno nel capoluogo della Tuscia, al palazzo dei Papi, domani.
Una leggera flessione nella Tuscia, rispetto all’anno precedente, quando sono state 15.563, nonostante la provincia sia tra le più attive, dopo Roma e Frosinone e nella nostra regione, comunque, realtà virtuosa.
“Nonostante le difficoltà rilevate ultimamente – osserva il direttore sanitario Asl Antonella Proietti – siamo virtuosi, continuando a raggiungere l’auto sufficienza, grazie alla forte collaborazione tra la parte pubblica e il volontariato”. Su 14.123 donazioni al centro immunotrasfusionale, 14026 arrivano da iscritti Avis, quasi il 100 per cento.
Il calo è un problema generalizzato e il presidente Avis Lazio Fulvio Vicere segnala il rischio, se non s’inverte la tendenza. Soprattutto per il calo fra i giovani donatori.
“Non una novità – fa notare Vicere – ma nessuna scelta è stata messa in atto, per contrastare il limite nella donazione. Noi abbiamo intrapreso un percorso, anche incontrando i candidati a presidente della regione. Tre su cinque sono venuti, gli altri si sono comunque mostrati attenti”.
Le possibili soluzioni sono il sostegno alle aziende che investono nel sangue, una maggiore presenza dell’Avis dove oggi non lo è, ma anche promuovere la prima donazione e la chiamata per gruppi di sangue necessari, evitando prelievi inutili. “Assenza di sangue – dice ancora Vicere – può voler dire anche rinvio di un intervento”.
In sala del consiglio a palazzo dei Priori, la presentazione dell’assemblea, con la presenza tra gli altri, del responsabile comunale Luigi Ottavio Mechelli, soddisfatto per la scelta di Viterbo, come sede dell’incontro.
“Il calo dei 5% – spiega Francesco Faga – ci ha sorpresi, dopo un impegno che avevamo messo nel corso dell’anno, pure con una migliore organizzazione. Immaginavamo, al contrario, un incremento.
Probabilmente ha influito il fermo dal 14 settembre al 9 novembre. L’aspetto positivo è stata la flessione pure del sangue utilizzato, 10mila in meno”.
La presenza Avis sul territorio è capillare, come spiega Gabriele Mandarella.
Alla presentazione, anche il presidente della consulta comunale del volontariato Paolo Moricoli. Sostituisce il sindaco Michelini.
“Le difficoltà ultimamente registrate soprattutto tra i giovani – osserva Moricoli – interessano tutto il mondo del volontariato e per l’Avis è una situazione dolorosamente reale, vista l’importanza del sangue, in caso di necessità”.
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