Damasco – Attacco missilistico contro la Siria, tre gli obiettivi colpiti nell’azione durata un’ora. Un centro di ricerca a Damasco, un deposito di stoccaggio armi chimiche e un centro di comando a Homs. In quest’ultimo punti, tre persone sarebbero rimaste ferite.
Lanciati circa 120 missili da crociera, una quantità doppia, stando a fonti del Pentagono, doppia rispetto a quella dell’attacco in Siria nel 2017.
Obiettivo degli attacchi, colpire i siti di produzione d’armi chimiche, sostengono gli Usa e non sovvertire Assad. Gli attacchi sono partiti nella notte, quando in Italia erano le 3, coordinati con Gran Bretagna e Francia. “Non vogliamo rovesciare Assad – ha detto la premier britannica Theresa May – ma fermare l’uso di armi chimiche”. Intervenendo, il ministro alla difesa francese Florence Parly ha precisato che la Russia è stata avvertita in anticipo dei missili che stavano per cadere sulla Siria.
Secondo fonti del governo di Damasco, i danni sono stati limitati. Per il regime di Assad, i missili lanciati sarebbero stati trenta, di cui un terzo abbattuti. Nessun missile è entrato all’interno della aree antiaeree russe, ma da Mosca la reazione è stata comunque dura. L’ambasciatore russo negli Stati Uniti Antonov ha avvertito sul fatto che le azioni degli Usa e dei loro alleati in Siria non rimarranno senza conseguenze, accusando l’Occidente di aver delineato uno scenario precostituito.
Nel suo discorso, Donald Trump ha parlato della Russia e dell’Iran, sostenendo come i due paesi abbiano offerto assistenza e sviluppato armi agli uomini di Assad, invitando Mosca a interrompere il suo appoggio, definito sinistro, ad Assad. Pure in questo caso, la reazione dell’ambasciatore moscovita non si è fatta attendere. Antonov ha definito inaccettabile e inammissibile insultare il presidente russo.
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