Viterbo – (g.f.) – “Sutri diventerà più conosciuta e frequentata di Roma”. Programma ambizioso, ma da Vittorio Sgarbi non ci si potrebbe aspettare di meno.
Sabato la visita in città, per presentarsi. Un giro in centro, in molti sono accorsi a salutarlo, qualcuno l’ha contestato, ma i fischi al critico d’arte non sono arrivati. Ha proseguito dritto e nella chiesta di san Francesco per proporre la sua idea a Sutri. Non un programma. Perché inutile: “Sono tutti uguali”.
Il suo è impresso nella mente. “Oggi Roma è in condizioni di totale abbandono – osserva Sgarbi – nell’arco di poco tempo, Sutri potrebbe diventare una città più conosciuta e frequentata di Roma, perché il declino della capitale sarà per lungo tempo non recuperabile.
Il mio obiettivo è che Roma sia seconda a Sutri. Seconda per demeriti loro”.
Un bel (non) programma. Avallato da esponenti di tutto il centrodestra, venuti a dargli supporto. C’è pure Felice Casini. Era il candidato prescelto già da tempo. “A Casini – ricorda Sgarbi – il progetto è piaciuto, tanto da rinunciare alla candidatura”.
Una scelta approvata dal critico d’arte. “Meglio fare il vice sindaco di Sgarbi che il sindaco di Sutri. Con me primo cittadino, qualcosa può capitare. Di qualunque natura”.
L’opportunità di mettersi a capo di Sutri capita a fagiolo come tempistica. “Ho finito di fare l’assessore alla Cultura in Sicilia, dove ho portato 120 iniziative per Palermo capitale della cultura – continua Sgarbi – mi sono dovuto dimettere una volta nominato alla camera.
Sono arrivato a Roma, nel luogo dell’ozio totale, in parlamento, appunto, dove ci sono disoccupati che trovano lavoro, ma io no ho bisogno di quello stipendio. Quindi ho pensato di poter essere utile”.
Proponendosi come candidato sindaco. “Con l’esperimento di rilanciare la bellezza. Se la sensazione che ho è condivisa, Sutri merita una luce e un’attenzione potenti. Io ho sempre avuto consapevolezza della meraviglia di questa città, occorre farla conoscere e creare occasioni per venirci”.
Semplice a dirsi. “La strada è questa – continua Sgarbi – ogni volta che si pronuncia la parola Sutri, si deve invogliare la gente a visitarla, anche per la quantità di cose che faremo. Venire qui deve essere percepito come un qualcosa di prestigioso e necessario.
A Sutri, se capiterà quello che prevedo, sarà importante esserci, apriranno attività, ristoranti, negozi”.
Ha scelto la carta da sindaco, perché è un ruolo in cui può decidere qualcosa: “Il parlamentare invece non conta niente”. L’amore sembra sbocciato. “Il mio programma è amare Sutri e metterla al centro del mondo”.
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