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Montalto di Castro - Impianto Enel - Intervista al sindaco Sergio Caci dopo l'approvazione all'unanimità dello studio di fattibilità tecnico-giuridico per la riqualificazione

“Un polo turistico green sulle ceneri del sarcofago di cemento della centrale nucleare”

di Francesca Buzzi
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Montalto di Castro - Il sindaco Sergio Caci

Montalto di Castro – Il sindaco Sergio Caci

La ex centrale Enel di Montalto di Castro

La ex centrale Enel di Montalto di Castro

Montalto di Castro – “Un sarcofago di cemento che si vede da Viterbo, da Capalbio e rovina tutta la Maremma”.

Così il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci descrive la ex centrale Enel, a sua volta ex centrale nucleare (anche se mai entrata in funzione in quella veste) che ora ha un urgente bisogno di essere riqualificata. Il prima possibile.

“L’approvazione all’unanimità in consiglio comunale dello studio di fattibilità tecnico-giuridico – spiega il primo cittadino – è il primo passo verso un progetto che ci permetterebbe di riappropriarci del nostro territorio. Di farlo tornare ad essere bello com’era e, perché no, di arricchirlo di una struttura ricettiva produttiva e accattivante anche da un punto di vista estetico”.

Lo studio era stato commissionato lo scorso novembre e giovedì 5 aprile è finalmente approdato in consiglio comunale, dove è stato accolto con entusiasmo.

“Si tratta di un’analisi tecnica di tutti gli edifici industriali che presentano una criticità e che devono quindi essere recuperati – continua Caci -. Non solo la centrale, quindi, ma anche l’ex cementificio, la cava e alcuni impianti fotovoltaici che “disturbano” il paesaggio. Tra questi però è chiaro che il maggiore impatto negativo ce l’ha la centrale, anche perché, se alcune delle altre strutture in oggetto potrebbero essere ancora produttive o parzialmente produttive, quel “mostro” non ha davvero più senso di esistere”.

In ballo, però, c’è ancora, almeno sulla carta, il progetto Futur-e di Enel che da mesi sta cercando proposte di investimento per dare nuova vita alla centrale. Enel produzione, proprio nei giorni scorsi, aveva fatto sapere con una nota che ne sta valutando tre, ritenute idonee, tutte riguardanti l’ambito turistico-ricettivo.

“A me sembra che Futur-e sia bloccato – dice ancora il sindaco Caci -. Anche per questo abbiamo deciso di portare avanti questo studio di fattibilità gestito dagli uffici del comune. Ovviamente, ci tengo a sottolinearlo, si tratta di uno studio tecnico-giuridico proprio perché agli esperti del settore edilizio e ambientale si affiancheranno anche dei legali per ciò che concerne le leggi nazionali ed europee che vincolano interventi di questo tipo. Quando il primo step sarà concluso porteremo tutto in conferenza di servizi, coinvolgendo il ministero dello Sviluppo economico e anche di Enel, che poi potrà dirci la sua”.

Sempre più lontana, invece, la malaugurata ipotesi che la centrale diventi sito di stoccaggio di scorie nucleari. Enel aveva già smentito la probabilità e anche il comune si era detto pronto a fare qualsiasi cosa per evitare un rischio del genere.

“In realtà – conclude Sergio Caci – quella è davvero un’idea remota. Il ministro aveva sì parlato di alcune strutture, sul territorio nazionale, che dovranno essere adibite a deposito di scorie, ma non ha mai fatto il nome di Montalto di Castro. Sul Sole 24 Ore è stato scritto che uno dei siti doveva essere posizionato tra la Toscana e il Lazio, vicino a un comune poco popoloso e quindi si era pensato alla nostra centrale perché rispondeva a questi parametri. Ma ce n’erano anche altri che non ci rispecchiano e poi, in ogni caso, noi vogliamo fortemente che il futuro della centrale e di tutta la zona che occupa sia ben altro. Un futuro di stampo turistico e, soprattutto, green”.

Francesca Buzzi


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7 aprile, 2018

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