Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Elezioni comunali 2018 - Intervista a Maurizio Gasparri, senatore FI ed ex ministro - Le amministrative, il governo ma anche il futuro della regione Lazio

“A Viterbo la sinistra è spaccata, noi siamo la coalizione più solida”

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Viterbo – È stato l’artefice per Forza Italia, della complicata trattativa che ha portato alla scelta di Giovanni Arena candidato sindaco del centrodestra a Viterbo. Quando si rischiava la rottura. Maurizio Gasparri, neo eletto senatore azzurro, conosce molto bene la Tuscia e altrettanto, le dinamiche politiche locali. Su una vittoria della coalizione al primo turno non si sbilancia. Alla cena organizzata da Arena, ritiene che l’ex assessore sia la scelta giusta.

Ce la può fare il 10 giugno il centrodestra e vincere al primo turno a Viterbo?
“Il primo turno? Guardi, io sono sempre prudente – spiega Gasparri – spero di sì, però ci sono altri sette aspiranti sindaco, oltre 500 candidati consiglieri. C’è il rischio di una grande dispersione. Io mi auguro che gli elettori sappiano selezionare le offerte convincenti. In tutta Italia c’è questa moltiplicazione dei candidati. Noi siamo fiduciosi d’avere raggiunto dopo un grande impegno, questa unità. Abbiamo la coalizione più seria e più solida. La sinistra si è spaccata in vari rivoli, ci sono vecchi regolamenti di conti, come sapete meglio di me. Poi ci sono tentativi di vetrina che mi auguro la gente capisca. Si tratta di one man show, persone alla ricerca di luci della ribalta”.

Battistoni, Gasparri, Arena e Marini

Quindi, sul primo turno meglio essere prudenti?
“Noi siamo attrezzati a ogni evenienza. Speriamo di chiudere la partita il 10 giugno, però l’umiltà in politica è sempre una buona scelta. L’aspetto più importante era evitare spaccature. Ci sono state varie opzioni, ma sono sempre stato convinto che l’obiettivo lo avremmo raggiunto”.

Giovanni Arena la scelta migliore?
“Giovanni ha una carica di passione che lo fa apparire giovane come candidato, ma allo stesso tempo ha vissuto con grande esperienza e dedizione, la vita dell’amministrazione cittadina. Siamo in una fase in cui, accanto alle novità e in lista ci sono molti giovani, serviva esperienza e Giovanni è la persona giusta per un centrodestra unito”.

Grazie anche alla Lega che ha fatto un passo indietro rinunciando al proprio candidato.
“Ringrazio ancora una volta il senatore Umberto Fusco che alla fine ha meditato e deciso. Sono state avanzate altre proposte, legittime, però questo è l’assetto migliore, pure per tentare di chiudere al primo turno. Anche noi come Forza Italia, in altri contesti abbiamo fatto passi indietro. Adesso dobbiamo stare tutti molto attenti, io tornerò a Viterbo, arriverà il presidente del parlamento europeo Tajani. Siamo persone legate da lungo tempo a questo territorio, pur non essendo viterbesi. È una sfida che ci coinvolge molto e che ci vedrà impegnati anche personalmente”.



La trattativa per la scelta del candidato sindaco nel centrodestra è stata molto dura. Adesso che è tutto finito ce lo può dire, il rischio di una rottura c’è stato?
“Molte volte la discussione è stata lasciata sul tavolo, evitando che sfociasse in litigi. Quando si annunciavano riunioni, a volte abbiamo atteso. Come in agricoltura, occorre che il frutto sia maturo. La vendemmia a maggio non si può fare. Poi, noi come tavolo abbiamo lavorato per tutte le città”.

Ovvero?
“In Sicilia, ad esempio, che ha una tempistica diversa, l’intesa l’abbiamo raggiunta allo scadere. Pure in questo caso la Lega è nella coalizione. A volte occorre avere pazienza. Se avessimo accelerato o fatto troppe riunioni anche qui a Viterbo, forse le cose sarebbero andate diversamente. A volte, per fare gli accordi bisogna lavorare sottotraccia e aspettare. Il momento, poi, non è che aiutasse, per via dalle vicende legate al governo. Alla fine conta il risultato e nel 90 per cento dei casi abbiamo presentato candidati comuni. Non è poco”.

Lei è spesso a Viterbo e c’era pure cinque anni fa, alla precedente campagna elettorale per le comunali. Oggi vede un clima diverso?
“Io ho visto l’atmosfera pure delle elezioni politiche. Una buona atmosfera. In provincia di Viterbo il risultato è stato buono, così come per le regionali. C’è un traino nazionale. Le circostanze sono favorevoli, a partire dall’esperienza del candidato sindaco, l’unità raggiunta, il momento politico buono per il centrodestra”.

Maurizio Gasparri e Giovanni Arena

Un governo Lega – Movimento 5 stelle può pregiudicare intese nel centrodestra a livello locale?
“Siamo reduci da anni senza una maggioranza. Quando nacque il governo Letta, Forza Italia decise di farne parte e la Lega no. Poi quelle esperienze si sono esaurite, ma il centrodestra non ruppe le giunte regionali, le città governate da noi sono andate avanti e abbiamo ritrovato l’unità che ci ha portato alle elezioni. Adesso la situazione è di stallo, Noi un mandato per il governo, con Salvini l’abbiamo chiesto, ma il presidente della repubblica ha preferito di no. La Lega ha scelto questa via e noi verificheremo quanto saranno fedeli al programma del centrodestra. Ma per quanto riguarda il resto, le unioni a livello locale corroborano le intese tra partiti”.

Sulla regione Lazio, invece, come vede messo il presidente Nicola Zingaretti?
“Ritengo che il destino della regione seguirà la situazione politica nazionale. Zingaretti non ha una maggioranza e ha dovuto pagare un pedaggio con le commissioni, gli è servito un accordo, perché da solo non avrebbe potuto eleggerle. Anche Forza Italia ha avuto presidenti eletti, dato che si è preso atto della situazione che vede 24 consiglieri contro 26. Ho l’impressione che il presidente della regione si stia muovendo nella scena del Pd. Quindi il congresso, ma pure le elezioni politiche, che potrebbero esserci tra sei mesi come fra cinque anni. Ritengo che Zingaretti sia attento a questi scenari. In regione i 5 stelle hanno fatto un compromesso, un accordo con Roberta Lombardi. Però, se posso dire, mi pare che sia più Zingaretti, eventualmente a volersi liberare della regione. Vedremo. È tutto ancora prematuro”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
20 maggio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/