Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quale modello di welfare locale va attuato per rispondere al disagio, non solo economico, che caratterizza le fasce più deboli della società e che, naturalmente, interessa anche la nostra città?
Per affrontare questo tema, sicuramente attuale e urgente, sarà importante accantonare l’approccio assistenzialistico e tendere a un modello ispirato al “prendersi cura” della persona e della famiglia, orientato ad accogliere il cittadino che si avvicina ai servizi sociali rispettandone la privacy, caratterizzato da un modo chiaro, puntuale e capillare di informare i cittadini sulle opportunità di sostegno anche in ambito socio sanitario e, quindi, alleggerire il peso assistenziale, e condividerne quello economico, delle famiglie che si prendono cura di un anziano o di un disabile.
Garantire poi l’impegno a realizzare sul territorio quanto necessario per un puntuale avvio delle azioni previste dalla legge in favore delle persone disabili prive del sostegno familiare “Dopo di noi”, a promuovere progettualità di prevenzione del disagio giovanile e del contrasto alle dipendenze (incluse le ludopatie), a collegare le misure di contrasto alla povertà territoriali con gli interventi di sostegno economico e reinserimento sociale e lavorativo previsti dal Rei.
Essere inoltre attenti, e in grado di organizzare risposte, nell’affrontare nuove emergenze sociali come la protezione delle donne e dei minori vittime di maltrattamenti e l’assistenza per i senza fissa dimora.
Il tutto aprendo canali stabili di collaborazione e coprogettazione con il terzo settore, da sempre impegnato nel campo delle politiche sociali, la cui ricchezza di professionalità e di idee costituisce un vero patrimonio.
Infine, ma di fondamentale importanza, aggiornare i regolamenti per l’accesso agli interventi e ai servizi sociali, verificare che gli uffici siano logisticamente adeguati, assicurarsi che tutte le risorse economiche comunali e i finanziamenti in campo sociale e socio-sanitario siano utilizzati e vi siano le condizioni per poterlo fare, a partire dall’adeguatezza numerica della dotazione organica.
Queste sono le misure che potranno garantire un welfare locale inclusivo, personalizzato, educativo e rieducativo, vicino alle fasce più deboli della popolazione e attento ai diritti sociali.
Giulia Maria Granelli
Candidata al consiglio comunale di Viterbo – Fratelli d’Italia
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY