Viterbo – Il filo della memoria che lega le generazioni viene tenuto insieme e continuamente annodato dall’Auser che a Viterbo nel 2016, insieme all’Arci, allo Spi Cgil e all’Anpi, ha preso spunto dalla lapide di piazzale Gramsci per ripercorrere con gli studenti delle scuole superiori della provincia la storia dei fatti che portarono l’8 giugno 1944 all’eccidio che la lapide ricorda.
Quando la memoria si lega al presente e alle giovani generazioni, queste sono capaci di aiutarci a guardare oltre e vedere il filo che continua a srotolarsi verso il futuro.
Il libro “Donna rimasta sconosciuta” che è stato presentato l’8 maggio nella sala della provincia in via Saffi è una antologia, frutto di due anni di lavoro degli studenti della provincia di Viterbo e delle donne immigrate del Lazio che seguono i corsi di Italiano presso le associazioni aderenti a Rete Scuole Migranti.
La presentazione, condotta dalla giornalista Rai Giovanna Rossiello, ha visto l’intervento di Pietro Nocchi presidente della Provincia di Viterbo, Miranda Perinelli Segretaria dello Spi Cgil Roma nord Civitavecchia Viterbo, Marco Trulli presidente dell’Arci Viterbo ed Enzo Costa presidente nazionale dell’Auser.
Ai partecipanti presenti è stata consegnata una copia del libro con dedica della presidente dell’Auser Viterbo Giovanna Cavarocchi. 108 sono le opere letterarie e grafiche pervenute durante le due edizioni del concorso e che compongono questo libro.
I numerosi insegnanti, studenti, migranti e volontari presenti in sala hanno concordato con quanto affermato dal presidente Auser Nazionale Enzo Costa, durante la presentazione “La memoria storica affronta le trasformazioni sociali, culturali, economiche e politiche, ricercare nella nostra memoria e poi trasferire i ricordi in un disegno, in una poesia, in uno scritto è importante. Lo scopo è quello di far riemergere i valori. Il primo valore si chiama civiltà che significa passare dalla legge del trionfo del più forte a quello del supporto per i più deboli, dalla soppressione del rivale alla solidarietà. Il secondo valore è la persona, ci vuole rispetto per le altre culture, lingue, fedi religiose, usi, costumi. Il terzo valore è quello del dialogo, dobbiamo privilegiare il confronto e l’accoglienza come unici strumenti che possono risolvere i contenziosi umani mettendo al bando qualsiasi ricorso alla violenza. Il quarto valore è quello di onorare una “donna rimasta sconosciuta” perché se nessuno ha potuto dargli un nome con queste attività abbiamo potuto almeno ricordarla”.
L’importanza della Memoria è stata al centro dell’intervento della segretaria dello Spi, Miranda Perinelli, che ha ribadito la sinergia tra Auser e Spi-Cgil. “Sviluppare e arricchire i progetti memoria, significa entrare a tutto campo nei giacimenti che ne caratterizzano la storia, con il nostro tratto distintivo, sapendo che a volte la memoria è più vera della storia e la sua narrazione è un esercizio di senso civico e morale, e far vivere la vita reale delle persone è un terreno su cui i valori etici vengono effettivamente messi alla prova e può crescere con più vigore un rapporto fra le diverse generazioni fondato sulla comunanza di valori e non solo sulla convergenza di interessi”.
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