Furbara – (m.m.) – Il colonnello Gino Bartoli, comandante del 17esimo stormo incursori dell’aeronautica militare è stato intervistato nello speciale Tg 5 “Quando solo loro vanno – forze speciali”.
Nella trasmissione ripresi anche il capo di stato maggiore della difesa, generale Claudio Graziano e il comandante del Cofs, il generale Nicola Zanelli. La puntata è andata in onda nella giornata di sabato 26 e in replica il giorno successivo, domenica 27 maggio.
Il colonnello Bartoli, originario di Montefiascone, ha spiegato agli inviati di canale cinque, le tecniche d’intervento degli incursori dell’aeronautica, effettuando una esercitazione pratica di fronte alle telecamere, con obiettivo la cattura di un leader estremista.
In particolare sono stati ripresi gli incursori che si sono lanciati con i paracadute da un elicottero per atterrare oltre le linee nemiche per poi catturare il terrorista con il supporto di altri mezzi aerei. Gino Bartoli ha spiegato alla telecamere la storia del 17esimo stormo di cui è attualmente comandante: “Lo stormo nasce nel 2008, mentre le forze speciali sono state create cinque anni prima. Rimane il filo che lega gli arditi distruttori della regia aeronautica (gli Adra) con gli incursori attraverso i falchi blu, che erano i paracadutisti dell’aeronautica fino al 2008, poi sono stati sciolti e sono diventati incursori con ulteriori capacità, mezzi, compiti e differenti addestramenti”.
Bartoli ha aggiunto: “Noi siamo l’avamposto, siamo coloro che mettono il primo piede in territorio nemico. La missione finisce quando tutti gli uomini sono rientrati alla base, hanno tolto le armi e sono a mensa”.
Durante l’esercitazione ripresa dalle telecamere, il comandante ha spiegato anche la particolare figura del combat controller, in forza al suo reparto: “I combat controller – ha continuato – sono degli incursori ma al tempo stesso anche controllori del traffico aereo. Sono in grado di far atterrare in sicurezza un velivolo in una striscia di terreno improvvisato. Sono delle nostre torri di controllo nel territorio nemico”.
Il colonnello Gino Bartoli ha infine descritto la base di Furbara, sede dello stormo, dove è stato creato uno spazio aereo riservato esclusivamente per le esercitazioni e il personale si aggira intorno a 280 uomini. Bartoli ha concluso: “Per fare questo lavoro ci vuole passione, determinazione, coraggio, amore per la patria ed essere pronti a sacrificare molte cose della propria vita”.
Michele Mari
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